Politica - 01 febbraio 2012, 16:30

Scioglimento Consiglio Comunale: c’è attesa domani per la decisione del Consiglio dei Ministri

Qualunque sia l’esito permangono alcune certezze.

Scioglimento Consiglio Comunale: c’è attesa domani per la decisione del Consiglio dei Ministri

E’ attesa per domani la sentenza del Ministero degli Interni sul Comune di Ventimiglia, chiamato ad esprimersi sull’eventuale scioglimento o meno, per presunti condizionamenti della criminalità organizzata nella macchina amministrativa. Quella di domani si preannuncia una giornata calda per il Palazzo di Piazzale della Libertà, perché in calendario, in serata, c’è anche il Consiglio Comunale.

Se le riserve sullo scioglimento del Consiglio Comunale non dovessero essere sciolte anche domani, a causa della fitta agenda politica del Gioverno, l’attesa nella città di confine dovrebbe prolungarsi fino al prossimo consiglio dei ministri.

Qualunque sia l’esito permangono alcune certezze. Su tutte la conferma della ricandidatura alla prossima tornata elettorale dell’attuale Sindaco Gaetano Scullino. Ancora in alto mare, invece, sembra il candidato Sindaco del PD frontaliero, se si esclude quella di Sel dell’avvocato Cotta, proposto dal partito di Vendola come leader della sinistra, e la candidatura della lista civica di Tito Giro, ex amministratore dell’attuale maggioranza, che ha lasciato per dissidi interni.  

Nei giorni scorsi, inoltre, la data delle elezioni è stata anticipata di una ventina di giorni rispetto a quella prevista inizialmente. Con questa decisione, di fatto, il Consiglio Comunale di Ventimiglia dal 19-20 marzo verrebbe sciolto ed in carica rimarrebbe solo la Giunta per portare avanti l’operato di ordinaria amministrazione. Quello di domani, in qualunque caso, dovrebbe dunque essere l’ultimo consiglio comunale, anche se potrebbero esserci i margini per un'ultima convocazione dell'assise. Da tenere presente, inoltre, che 45 prima dovrebbero avere inizio i comizi elettorali, successivamente dovranno essere presentate le candidature, firmate le liste e tutte quelle attività che concernono l’apertura della campagna elettorale vera e propria.

Anche se, a questo punto, con l’attività amministrativa, che in pratica avrebbe termine con il prossimo consiglio comunale del 2 febbraio, a subire penalizzazioni, dalla eventuale decisione negativa del Ministro degli interni, sarebbe la città, che in caso di esito negativo, sarebbe commissariata e “governata” da “tecnici”, invece di poter scegliere democraticamente i propri rappresentanti politici.

Renato Agalliu

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