Un nostro lettore, Marco Oliva, ci ha scritto per fare alcune puntualizzazioni sulle affermazioni del Sig.Giacobone che riguardano la furbizia dei Monegaschi che hanno in centro un bell'inceneritore e non si lamentano:
"Visto che è dal 1898 che usano bruciare rifiuti, esattamente nel centenario dell'inceneritore ovvero nel 1998 a causa di un guasto all'impianto 30 persone tra operai e abitanti antistanti l'inceneritore furono ricoverati con gravi intossicazioni causa le esalazioni dello stesso. Dopo l'incidente l'inceneritore venne chiuso per un paio d'anni e in quel lasso di tempo i rifiuti vennero 'esportati' in Francia all'inceneritore di Tolone. Il dato avvilente della Francia, Monaco P.to compreso è che è il paese con più inceneritori al mondo 167! Ne aveva circa 190 grazie al fatto che Veolia la multinazionale francese è colei che li costruisce... ne chiusero circa 20 dopo che in Normandia dove si produce il 'Camambert', i produttori del famoso formaggio trovarono nel loro prezioso prodotto diossina in quantità elevate centinaia di volte il consentito dalla legge. Lo stesso avvenne in alta Savoia dove i produttori di latte venuti a conoscenza dei danni da diossina fatti dagli inceneritori, ai loro omologhi 'normanni' ottennero la chiusura di 3 inceneritori. Il dato più preoccupante è comunque che dagli studi fatti dall'Associazione Francese per la ricerca terapeutica contro il cancro, nelle 'cinture' fino a 10/20 km intorno agli inceneritori l'incidenza delle malattie tumorali (linfomi e sarcomi) aumentano esponenzialmente fino al 20-30% in più, diminuendo quanto più aumenta la distanza dall'impianto di incenerimento. Ovviamente in Francia e Monaco compresa, è tale e tanta la forza di persuasione di Veolia, che questi dati non vengono raccolti dai media tradizionali, ma per fortuna c'è internet... infatti nel 2010, 10.000 abitanti della città di Marsiglia scesero in piazza con una mini-insurrezione per bloccare il comune e Veolia che erano intenzionati a costruire un inceneritore in quel di Marsiglia. La sostanza è che l'inceneritore è il modo più dannoso e stupido di risolvere il problema del riciclo dei materiali, produce diossina, policlorobifenili, furani e fumi tossici di varia natura, dannosi per la salute dell'uomo e dell'ambiente. Ma se non interessa la salute e l'ambiente, possiamo parlare del lato antieconomico. Un inceneritore di medie proporzioni costa sui 200 milioni di euro, e per farsi bruciare i rifiuti indifferenziati si paga 180 euro a tonnellata! E non produce neanche abbastanza energia per soddisfare il 10% dell'energia che occorre per tenerlo in funzione!!! Ergo se non fosse finanziato dai Cip6 (dalle nostre tasse) e dalla tariffa sproporzionata (180 euro) sarebbe, anzi è un disastro economicamente parlando. Con 6 milioni di Euro invece si potrebbe costruire un centro sul stile di quello di Vedelago, dove a monte di una raccolta differenziata porta a porta si potrebbe ridare nuova vita ad esempio alla plastica, producendo manufatti di ogni sorta...( piastrelle, sedie, tavoli, giochi per bambini, panchine...). Avanzerebbero circa 194 milioni! per fare la raccolta differenziata porta a porta in tutta la provincia, rivendendo i materialil separati e guadagnando oltre che dai materiali rivenduti, anche dal mancato conferimento in discarica. Non so se i francesi siano furbi, ma noi se intraprendiamo la strada dell'incenerimento non lo saremmo affatto".





