Eventi - 27 gennaio 2012, 14:51

Bordighera: il ricordo della fondazione Pompeo Mariani per la retrospettiva su Adolfo Wildt

Domani a Forlì si apre la più grande retrospettiva, mai realizzata, su Adolfo Wildt, scultore famoso ai suoi tempi e poi dimenticato. Si deve a Fernando Mazzocca, la sua riscoperta. Fernando Mazzocca, con Paola Mola, cura questa mostra-evento. Le sue sculture furono collezionate da Gabriele D'Annunzio e Luigi Pirandello. Realizzò i busti di Mussolini, Vittorio Emanuele III, Pio XI, Margherita Sarfatti e Toscanini..

Le sue opere fino al 17 giugno 2012,si potranno ammirare,ai Musei di San Domenico a Forlì e saranno affiancate a quelle di grandi artisti del passato, come Fidia, Antonello da Messina, Michelangelo, Antonio Canova, Benvenuto Cellini,Gianlorenzo Bernini e con gli autori più vicini a lui come Previati, Rodin, Klimt ed Alessandro Mazzucotelli. Quel Alessandro Mazzucotelli, che nell’arte del ferro battuto seppe distinguersi a livello nazionale ed internazionale. Non a caso in questa Mostra compare vicino ai più grandi scultori ed allo stesso Wildt, come se i suoi ferri battuti fossero vere e proprie opere scultoree.

Alessandro Mazzucotelli, a partire dal 1912 eseguì per Villa Pompeo Mariani a Bordighera, ben 15 manufatti, ancora oggi visibili ed in buono stato di conservazione. Tra questi spicca la balconata in ferro battuto del peso di quasi 2 tonnellate, che l’Artista forgiò e dedicò allo stesso Mariani con questa dicitura, impressa nel ferro: 'Ave Mariani, pictor celeberrime, el to lisander ferrè'. La Fondazione Pompeo Mariani, coglie l’occasione della Mostra di Wildt, per invitare tutti coloro che lo vorranno, a prendere visione delle opere di Mazzucotelli presenti in Villa Mariani, ed allo stesso tempo preannuncia che presto verrà esposta nella stessa dimora, un’opera di grande levatura di Giuseppe Balbo, concittadino, pittore e scultore di grande spessore, fondatore dell’Accademia d’Arte a lui dedicata a Bordighera, che di Aldolfo Wildt,a partire dal 1924, fu amico ed estimatore, come dimostra la scultura autoritratto dello stesso Balbo.

E’ significativo ed importante sempre ricordare, come Bordighera sia stata, soprattutto tra ‘800 e ‘900, ma anche negli anni ’50 e ’60, una vera e propria 'culla dell’arte'.

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