Al Direttore - 24 gennaio 2012, 19:24

Ventimiglia: nella chiesa di San Bernardo oltre alla statua del Santo c'è un diavolo che prega

Ventimiglia: nella chiesa di San Bernardo oltre alla statua del Santo c'è un diavolo che prega

Curiosa segnalazione di un lettore Sergio Pallanca che in una chiesa a San Bernardo di Ventimiglia, ai piedi della statua che raffigura il santo, che da il nome alla località della città di confine, ha trovato anche un diavolo che sembra intento a pregare. 

"San Bernardo da Chiaravalle, 1090-1153, monaco cistercense, fondatore e primo abate del monastero di Clairvaux, Clara Vallis, Chiaravalle è considerato uno dei Padri della Chiesa, Dottore della Chiesa, San Bernardo fu anche ispiratore della Regola dell’Ordine dei Poveri Cavalieri del Tempio, Militia Templi cioè dei Cavalieri Templari. Nell’ iconografia classica San Bernardo è rappresentato con il bianco saio monacale dei Cistercensi, il Libro (Dottore della Chiesa) e il Pastorale (guida spirituale, educatore di generazioni di santi) . Nella nostra zona molti sono i luoghi, i toponimi e le chiese dedicati a San Bernardo, ricordiamo ad esempio la Cappella di San Bernardo lungo la antica mulattiera che collega Airole a Collabassa, la chiesa di San Bernardo a Seborga, la piccola frazione di Ventimiglia, San Bernardo, appunto. Tale ampia diffusione dipende dalla presenza sin dal XI secolo dei monaci cistercensi, di Lerino, in San Michele a Ventimiglia ove fondarono un convento, un ospedale e da li si diffusero e insegnarono nelle loro grangie, fattorie, a coltivare la vite, l’ulivo e a modellare il terreno scosceso in appezzamenti piani, le “fasce” con la costruzione di muri a secco. Ma, tornando alla frazione di San Bernardo, il suo antico nucleo è intorno alla piccola Cappella dedicata al Santo cui deve il nome. La Cappella ha uno status particolare, è tuttora una Cappella Privata, nata dalla volontà dei paesani di costruire un luogo che fosse punto di preghiera, sorse con contributi di singoli privati, chi ne aveva la possibilità elargì somme in denaro, chi era povero contribuì con ore, giornate di lavoro o mettendo a disposizione il mulo o l’asino per il trasporto del materiale. Quasi distrutta dal terremoto del febbraio 1885, fu restaurata con la stessa metodica. La Cappella è governata da un Priore che ha funzioni di tesoriere, amministratore delle elemosine, che deve suonare le campane la Domenica e le feste comandate, fornire il vino per la Santa Messa e invitare a pranzo il Sacerdote il giorno della festa patronale, 20 agosto, e da una o più Prioresse che hanno il compito di tenere in ordine, pulire, lavare e stirare i sacri paramenti, abbellire la chiesa con fiori. La chiesuola è antica, da Gerolamo Rossi, Storia di Ventimiglia:”Questa chiesa è ricordata in un documento del 1518 da cui risulta che il vescovo Campofregoso voleva rivendicare un legato fatto a favore di essa, da certa Lisetta vedova di Bernardo Cotta”. Come abbiamo visto la chiesuola si autogestisce, ora come allora. La Cappella è a una navata con volta a botte affrescata, fine 800, sui lati due piccoli altari con “marmi” a trompe l’oeil, nell’abside sopra l’altar maggiore, troviamo un bel quadro a olio, di epoca e autori ignoti, Madonna in trono col Bambino con Sant’Antonio Abate a sinistra, San Bernardo a destra. Il trono della Madonna è sospeso in aria, su una nuvola con visi d’angelo, sotto la nuvola una bellissima veduta con Castel d‘Appio, i tre monti e Ventimiglia antica con ancora tutti i campanili integri, quindi, probabilmente del XVI/XVII secolo. Qui la prima sorpresa San Bernardo è rappresentato col classico saio bianco, il pastorale e la mitria, il libro nella mano sinistra e…la mano destra regge saldamente una catena che lega strettamente al collo un rosso diavolo cornuto! Il diavolo rappresenta il male, il peccato, San Bernardo, Padre e Dottore della Chiesa lo domina e lo riduce in catene, lo schianta, il diavolo è in ginocchio, le braccia spalancate in segno di resa. Intorno al 1937 il Priore, Celestino Damiano, mio nonno, con i fedeli decide di acquistare una statua di San Bernardo, il modello è quello del quadro sopra l’altare. Celestino costruisce la relativa cassa e le stanghe per portare il Santo in processione il 20 agosto, in chiesa la statua sarà posta in una nicchia chiusa da un vetro, sulla parete destra, vicino all’ingresso. Finalmente arriva la statua, il Santo a grandezza naturale con la “classica” iconografia: il saio bianco, il libro, il pastorale, ai suoi piedi la mitria e… il Diavolo. Grande frenesia in paese, il Santo è bellissimo ma il Diavolo in ginocchio…PREGA! Evidentemente lo scultore ha lavorato di fantasia, il Diavolo che prega,forse l’unico esempio al mondo, inoltre manca la catena, Celestino non si scompone, corre a casa, prende la catena del suo fedele cane e lega il Diavolo, ora tutto è come nel quadro, che inizino i festeggiamenti patronali".

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