Un nostro lettore Silvano Toffolutti ci ha scritto per raccontare le sue vicissitudini nel pagamento di una bolletta a Equitalia:
“Diversi tipi di eventi fanno parlare sempre più di questa società , Equitalia spa , inventata da un poco di tempo mettendo insieme l’Agenzia delle Entrate, che almeno qui da noi sembra abbastanza efficiente e moderna, e quell’antico carrozzone che oramai da molti anni è diventato l’ INPS. Non so come funziona quest’ultimo adesso, non mi pare comunque un granchè visto il grande problema delle pensioni che domina la scena italiana mettendo in ballo la stessa sopravvivenza del Paese. So molto bene che almeno una volta e per moltissimo tempo era il rifugio peccatorum gestito con meri sistemi clientelari e senza criterio dalla partitocrazia e sindacati, dove si consumava di tutto, certamente anche la corruzione, ed Il fatto che la nuova società sia una spa pubblica ma a gestione privatistica, non garantisce per se stesso niente ! L’Italia è piena di SpA che ne combinano quasi impunemente di tutti i colori. Ciò detto dovendo pagare la bolletta rifiuti e leggendo che si può ( mi sembra ovvio nel 2011) , pagare on-line ho tentato a più riprese al computer inutilmente, allora volendo compiere il mio dovere di cittadino, mi sono recato nei nuovi uffici Equitalia di via Martiri dove ho trovato una lunghissima coda di cittadini ed un unico sportello cassa aperto! Ho chiesto informazioni sul pagamento informatizzato ad una (gentilissima) impiegata che dopo aver chiesto a sua volta informazioni ad un dirigente, mi ha confermato che potevo fare il pagamento on-line e che se incontravo qualche problema dovevo chiamare il fatidico numero verde. Per evitare di perdere altro tempo nella lunga coda me ne sono tornato a casa ed ho tentato di fare quanto indicatomi ma non riuscendoci (non sono poi tanto imbranato) ho chiamato il numero verde …..che mi ha risposto che qui non si poteva fare! Bene……se questo è “il nuovo che avanza” lasciatemi dire che se anche per prendere dei soldi hanno tanti problemi…non ci resta che piangere!”





