Il consiglio comunale di Imperia, dopo il rinvio della pratica relativa ai dehor, ha affrontato la revisione del Regolamento Comunale dei Servizi Sociali. Ad illustrare la pratica è stato l'assessore ai servizi sociali Antonello Ranise.
"Questa pratica segna un passaggio legislativo epocale perchè cambia il tipo di gestione di contribuzione ed accesso ai servizi sociali - ha detto - questo a seguito di una normativa elaborata nel 1998 che introdusse concetto di indicatore di ricchezza equivalente, che è un modo diverso di calcolare lo stato patrimoniale del singolo utente. Prima si andava avanti con una logica di tipo retributivo portando la propria denuncia dei redditi, con fasce di "nero" e zone grigie di difficile stima. Dopo il 1998 ci fu un'ulteriore modifica che portò ad una normativa basata sull'Isee. Si tratta di un complesso di norme e punteggi che tengono conto non solo dell'aspetto retributivo, ma anche di quello patrimoniale mobiliare ed immobiliare e di altri fattori come il nucleo famigliare, il numero dei suoi membri e quanti di questi sono a carico. In sostanza - prosegue l'assessore Ranise - è una fotografia più reale possibile della situazione sociale di chi chiede un aiuto ai servizi sociali. E' un indicatore migliorabile, ma è sicuramente migliore rispetto a quello precedente".
"Si è cercato di portare avanti un discorso condiviso - ha detto Fabrizio Risso del Pd - l'obiettivo era quello di arrivare più possibile ad un testo omogeneo, apportando eventualmente le modifiche in sede di commissione consigliare. Questo è un regolamento importante, in un momento di crisi economica che sta portando ad un impoverimento dei cittadini. Il regolamento è uno strumento utile, in grado di dare risposte più efficaci rispetto al precedente. Serve un sistema di verifiche per evitare che persone che non hanno diritto beneficiano di prestazioni e viceversa. Un controllo mirato è quello che si può fare nel caso in cui ci siano elementi tali di incoerenza che facciano suscitare dubbi sulle dichiarazioni. C'è poi un altro tipo di controllo, quello a campione tra i beneficiari delle prestazioni. C'è poi il buon vicinato, che è un servizio di volontariato, dove è previsto solo un rimborso spese, con un apporto di singoli o associazioni che danno prestazioni di accompagnamento, cura della persona e abitazione, sostegno amicale e attività ricreative, con un controllo dei servizi sociali che ne vanno periodicamente a verificare il servizio. Quindi - ha concluso - è un regolamento importante di cui riteniamo utile l'approvazione".
Carla Nattero, del gruppo Sinistra per Imperia, ha poi allargato il discorso alla situazione del settore. "Il fondo dei servizi sociali tre anni fa era il triplo di oggi - ha detto - i minori trasferimenti porteranno riflessi sulla sanità in Liguria, con tagli ulteriori di 100 milioni nel prossimo biennio. Siamo quindi in una situazione delicatissima, dove il settore dei servizi sociali è difficilissimo. Ho chiesto un censimento dei servizi erogati, lo avevo fatto perchè il concetto di minino vitale va applicato ai servizi".
Tra quelli che hanno proposto emendamenti al testo discusso (Pasquale Indulgenza di Rifondazione Comunista ne ha presentati 12, tra cui quello di aumentare il minimo vitale da 4500 euro ad almeno 6000) anche la Lega Nord. "Quando vengono esaminate richieste di servizi, come per esempio unità abitative, bisogna tener conto di chi è residente in provincia di Imperia da maggior tempo - ha detto il capogruppo Maria Teresa Parodi - prevedendo differenti punteggi a seconda degli anni di residenza".
"Sono stati traditi gli intendimenti che erano quelli di lavorare in commissione e di arrivare con un testo per quanto possibile definitivo e condiviso - è intervenuto Angelo Dulbecco del Pdl - A livello personale condivido, comunque, quanto proposto dalla Lega Nord perchè si riferisce a persone che da più tempo risiedono ad Imperia e quindi hanno pagato più tasse rispetto agli altri".
"Non è polemica - ha aggiunto l'assessore Antonello Ranise - ma rendo merito ai gruppi del Pdl, del Pd e quelli che fanno riferimento al Terzo Polo, che hanno rispettato l'accordo di arrivare con un testo definitivo". Nella forma quindi non ha fatto polemica, ma nella pratica lo era, diretta a chi ha presentato alcuni emendamenti tra l'opposizione e soprattutto verso la stessa alleata di maggioranza Lega Nord.
"Se l'emendamento della Lega Nord si riferisce a cittadini in generale residenti ad Imperia può essere condivisibile - ha detto Giuseppe Fossati del Fli - ma se si tratta di cittadini italiani residenti, allora assumerebbe un valore politico molto forte che doveva essere affrontato in maniera diversa".
"Abitanti residenti" ha specificato Maria Teresa Parodi per la Lega Nord. Il Pd ha comunque votato contrario agli emendamenti proposti dalla Lega Nord perchè "Potrebbero penalizzare abitanti di realtà vicine, come per esempio Tavole o Prelà, che volessero trasferirsi ad Imperia" ha spiegato Fabrizio Risso.
propio la modifica all'emendamento della Lega Nord è stata al centro di unos contro finale tra il presidente del consiglio comunale Emilio Varaldo ed i consiglieri Carla Nattero e Giuseppe Zagarella (che ha abbandonato l'aula sbattendo la porta per poi rientrare dopo pochi minuti) che ritenevano impossibile emendare un emendamento. Alla fine il regolamento è stato approvato.





