Politica - 14 dicembre 2011, 14:44

Claudio Scajola “Ecco perchè sosteniamo Monti, la Lega invece ha preferito una logica elettoralistica”

L'ex ministro Claudio Scajola interviene motivando il sostegno al Governo Monti "Da De Gasperi a Berlusconi, ogni volta che i moderati si sono alleati hanno ottenuto larghe maggioranze nel Paese e in Parlamento" ha detto.

Claudio Scajola

Claudio Scajola

Mentre è in atto la discussione sulla Manovra presentata dal Governo, l'On. Claudio Scajola interviene spiegando la sua decisione di sostenere il Premier Monti. L'ex ministro ha parlato anche della decisione della Lega Nord di schierarsi all'opposizione e non più al fianco del Pdl.

“Il governo Monti avrà un compito importante, da realizzare nei mesi che ci separano dalla scadenza naturale della legislatura – ha detto Scajola attraverso la sua Fondazione Cristoforo Colombo - Il raggiungimento degli obiettivi che ci siamo preposti, ovvero la messa in sicurezza del Sistema Italia da speculazioni finanziarie e il suo risanamento strutturale complessivo, possono essere raggiunti solo se tutti i soggetti politici, sindacali, economici in campo agiranno con effettivo senso di responsabilità”.

“Occorre, da parte di tutti, piena consapevolezza del carattere straordinario della stagione che viviamo. Una consapevolezza che, con tutta evidenza, è mancata alla Lega Nord che ha preferito percorrere la via della convenienza e una logica squisitamente elettoralistica. Sarebbe stato meglio invece che tutti, mostrando di guardare in primis al bene comune, avessero seguito l'esempio di Silvio Berlusconi, che ha reso possibile la nascita di questa nuova fase, e del Popolo della Libertà, la più grande forza politica rappresentata nel Parlamento italiano. In ogni caso il governo Monti, sostanzialmente un governo di tregua rispetto allo scontro permanente cui ormai ci eravamo assuefatti, potrebbe favorire nei mesi che abbiamo di fronte la ricomposizione di quelle fratture che si sono consumate in questi anni e dunque la ricostruzione di un soggetto politico di riferimento per tutti i moderati e i riformisti italiani”.

“Si tratta di un obiettivo da perseguire: da De Gasperi a Berlusconi, ogni volta che i moderati si sono alleati hanno ottenuto larghe maggioranze nel Paese e in Parlamento. In una stagione complicata e per molti versi drammatica, si sono comunque accese nuove speranze che attendono di trovare risposta: da qui riparte il tentativo di molti, certamente il mio, di dare vita a una costituente dei moderati che guardi come è logico a Casini, a Fini, ma non solo a loro. Penso al grande movimento di associazioni, persone, idee che ha sollevato l'appuntamento di Todi nel mondo cattolico, ma anche ai tanti esempi di buona politica amministrativa che ogni giorno caratterizzano la vita e lo sviluppo dei nostri comuni o, ancora, a chi non si sentiva a proprio agio nel trambusto e nello scontro politico permanente e adesso desidera contribuire a migliorare la società in cui vive”.

“Il governo Monti se avrà collaborazione da parte di tutti potrà fare molto, come si è potuto vedere dai primi passi compiuti: una manovra seria, rigorosa, autorevole, che mostra la determinazione dell'Italia a mettere in ordine una situazione che andava aggrovigliandosi sempre più, giorno dopo giorno. In questo senso non si può non riconoscere a Mario Monti e al governo di essersi mossi con capacità, professionalità ed equilibrio. Al governo, è bene ricordarlo in questi giorni, si è chiesta una manovra non che riscuotesse consenso e popolarità ma in grado di salvare l'Italia dal fallimento. Si è usciti da una logica di tagli lineari e si è provato a presentare una manovra complessiva, conciliando tagli ed imposizione fiscale in modo che ognuno sopporti un peso, a promuovere lo sviluppo”.

“Il problema è semmai un altro: i cittadini hanno paura che, malgrado ripetute manovre dolorose, non si arrivi alla soluzione del problema. Il messaggio che la classe politica deve trasmettere è dunque l'esatto opposto: stiamo seguendo una cura e alla fine ne usciremo sani e salvi. Anche per questo occorre battersi perché il governo sia sostenuto nel suo impegno, perché prevalgano senso di responsabilità e interesse nazionale rispetto ai calcoli di parte”.

Federico Marchi

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A GENNAIO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
SU