Al Direttore - 05 dicembre 2011, 19:46

Bordighera: un lettore "In tanti si lamentano e voglio tornare ad un 'governo' della città"

Bordighera: un lettore "In tanti si lamentano e voglio tornare ad un 'governo' della città"

Un nostro lettore, Marco Andreini, ci ha scritto per dire la sua sulla situazione politica di Bordighera:

"Quale cittadino di Bordighera, non impegnato politicamente ma, senz'altro partecipe ed interessato alla vita della città, sento il dovere di scrivere perchè quel che dico, riassume in certo senso l'umore della gente. Faccio l'avvocato da quasi 40 anni ed ho il mio studio in centro città e forse anche per la specifica attività che svolgo ho contatto continuo con le persone. Da diversi mesi è stata sciolta l'amministrazione comunale di Bordighera sul fondato sospetto che, non dico collusione, vi fosse qualche condizionamento nelle decisioni da assumere fra alcuni amministratori ed alcuni imprenditori appartenenti alla 'ndrangheta. Il provvedimento, preso dal ministro Maroni e, pare, contro il parere del Prefetto, ha avuto notifica planetaria tanto che, non solo i media nazionali ivi compreso Gramellini da Fazio nella trasmissione 'Che tempo che fa', ma addirittura in altri paesi d'Europa c'è chi si è premurato di chieder notizie della tranquilla e signorile cittadina rivierasca caduta inesorabilmente in mano alla mafia! Ovviamente tutti noi cittadini di Bordighera, pur preoccupati della grave misura adottata, ci siamo sentiti un poco avviliti perchè da una parte ci chiedevamo come fosse stata possibile questa deriva senza che nessuno sapesse nulla, e dall'altra non ritenendoci affiliati alla 'ndrangheta ci davamo la patente di imbecilli. Siccome Bordighera è sempre stata abitata da gente tranquilla, ma attiva ed orgogliosa di rappresentare e propagandare le bellezze della città e le numerose manifestazioni artistiche che ne hanno fatto vanto nella storia, abbiamo accettato attoniti ed inerti la confisca del governo cittadino democraticamente eletto, demandato questo a tre soggetti nominati ad interim dal Ministro o chi per esso, i quali hanno occupato l'edificio comunale rigirandolo come un calzino (così almeno si sente dire) e che prendono ed assumono decisioni ben distanti dalle esigenze ed aspettative dei Bordigotti. A titolo personale posso riferire che ogni giorno, dal Porto di Bordighera ad altri circoli sportivi e dalla strada stessa non faccio altro che raccogliere proteste ed inviti a costituire uno o più comitati cittadini al fine di ottenere la restituzione del governo locale ai Bordigotti che lo hanno democraticamente eletto. La cosa non è di poco conto in quanto le scelte prese o che vengon prese dagli attuali commissari investono il patrimonio di noi tutti: patrimonio rappresentato dai tributi che noi versiamo e che serve anche a mantenere e corrispondere il meritato cachet dei predetti commissari. In questo periodo di frustrazione e prostrazione mentale si viene ora a sapere della sentenza pronunciata dal Tribunale di Sanremo che ha prosciolto i presunti esponenti della 'ndrangheta dal reato di minacce ed altro asseritamente operate nei confronti di amministratori di Bordighera. Si tenga conto che a tutt'oggi non v'è notizia di un consigliere od assessore comunale indagato per reati connessi alle minacce al punto da avere il fondato sospetto che sia stato posto in essere un errore colossale, pernicioso ed iniquo nei confronti di tutta Bordighera. Orbene, al di là di quanto processualmente emerso, come mai non è stata data la giusta enfasi nei media così come era stata data quella del cancro diagnosticato a suo tempo e del doveroso scioglimento del consiglio comunale? Chi restituirà a Bordighera la dignità che sino a pochi mesi orsono la contraddistingueva? A Bordighera si facevano congressi, serate teatrali, musica, festival, addobbi in strada e numerose altre manifestazioni sempre finalizzate ad attrarre turisti. Ora è rimasto ben poco e forse anche quel poco sparirà a causa dell'inevitabile disattenzione di coloro i quali, investiti di un potere letteralmente strappato a chi democraticamente lo deteneva, è impegnato a svolgere il proprio compito all'insegna del formalismo burocratico e ben lungi dalle istanze dei cittadini. Io non so come finirà questa storia, se via sia stata la mano di qualcuno o se invece vi sia stata tanta e tanta superficialità dell'adottare certe misure, ma spero fermamente che codesta testata cominci a raccogliere il malcontento di una città ansiosa di recuperare al più presto la propria completa autonomia di scelte".

Carlo Alessi

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