Si è svolta questa sera, alla Federazione Operaia di via Corrardi a Sanremo, una assemblea pubblica, organizzata dal Partito Democratico e da ‘Sinistra Ecologia e Libertà’, per discutere e protestare contro l’aumento della Tassa sui Rifiuti (Tarsu). La maggior parte dei presenti ha puntato il dito contro l’aumento della tassa, proposto negli ultimi 3 anni a Sanremo che ha portato il costo dell’appalto da 5,5 a 7,7 milioni di euro. In particolare sono state messe sul piatto le risposte all'Assessore all'Ambiente, Antonio Fera, dopo le dichiarazioni rilasciate oggi al nostro giornale:
L’assemblea è stata aperta dal coordinatore cittadino del PD, Mario Robaldo: “Cercheremo di incidere il più possibile per aiutare la città ed i cittadini e non il Sindaco, certamente. Una parte politica della città, che rappresenta un ceto sociale elevato, non vuol sentir parlare di ‘patrimoniale’, perché si andrebbe a colpire di più chi ha di più. Pur non rendendosi conto che a questi resterebbe comunque molto, rispetto invece a chi ha poco. Sicuramente siamo pronti anche ad una ‘lotta’ per salvaguardare i ceti più deboli, in questo momento particolare”.
Giuseppe Carabalona, segretario cittadino di SEL: “Tutti noi, in casa, dobbiamo lottare contro una crisi sempre più difficile, con tasse che toccano soprattutto le famiglie e le quelle nelle fasce più deboli. Senza contare anche i commercianti che, in un momento in cui le vendite sono inferiori, si trovano a pagare cifre assolutamente inique. Stiamo parlando di aumenti che, ovviamente, hanno anche risvolti sul piano sociale. In merito ricordiamo la chiusura della ‘mensa dei poveri’ ed i tagli che sono stati fatti a cultura, sport e sociale in genere. L’aumento della Tarsu è ingiustificato anche per la qualità del servizio di raccolta e spazzamento, che non è sicuramente a livello. L’Assessore ha anche addotto come motivo di aumento della tassa, riguarda la raccolta ‘porta a porta’ e su questo non siamo assolutamente d’accordo. Sul tema vogliamo anche essere propositivi: proponiamo, ad esempio, di ridisegnare la tassa, non in base ai metri quadri dell’alloggio o dell’esercizio, ma in base al numero delle persone in famiglia ed anche in base ai redditi, magari utilizzando il sistema Isee. Proponiamo anche di ridurre la tassa a chi è più ‘virtuoso’, ad esempio chi produce meno rifiuti e chi ‘differenzia’ di più”.
Gianni Salesi (ex Assessore nella Giunta Borea) ha trattato il problema, affrontandolo dai tempi della Giunta di cui faceva parte ad oggi: “Ai tempi della nostra amministrazione avevamo ridotto i costi dei cittadini, pur non proponendo un servizio di grande qualità. Siamo consapevoli che lo ‘spezzamento’ degli appalti aveva creato qualche problema, visto che al bando di gara inizialmente non si era presentato nessuno. Tutto questo per evitare la ricaduta della tassa di raccolta dei rifiuti sui proprietari delle case. I costi in più sono anche da addebitare al fatto che la raccolta differenziata, quando noi eravamo in Amministrazione, veniva svolta da dipendenti comunali e non erano a carico della Tarsu che, invece, ora grava in circa 600mila euro l’anno. A questa cifra bisogna aggiungere 560mila euro dell’integrazione della raccolta differenziata ‘porta a porta’. Il confronto tra l’appalto della Giunta Borea e quella Zoccarato sale da 5,54 milioni di euro a 7,32 attuali con 1,78 milioni di euro in più, pari al 32,2% di aumento. La gara d’appalto, tra l’altro, è stata bandita solo per ditte con fatturati molto elevati. Stranamente le ditte che hanno questi fatturati non sono più di 20 e l’appalto di Sanremo ha visto solo una ditta presentarsi, senza la possibilità di concorrenza, che è alla base del mercato libero. Tutto questo senza parlare di smaltimento, un problema provinciale”.
E’ poi intervenuto Andrea Gorlero (capogruppo PD in Consiglio): “La Legge nazionale sulla Tarsu dice che la tassa deve coprire il 100% del servizio, ma esiste una norma all’interno che prevede come i Comuni devono scorporare una cifra tra il 5 ed il 15% forfettario, per il costo di spazzamento. Da questo è emerso che ai tempi dell’Amministrazione Borea era prevista una copertura del 94%. Nel giugno scorso l’Amministrazione Zoccarato ha fatto una delibera che ha abrogato la norma che ha favorito lo scaricamento sui cittadini del 15% del costo di spazzamento. Tutto questo senza nessuna diversificazione sui redditi dei cittadini. A noi questo non sta bene! Noi riteniamo che l’esplosione dei costi del servizio, da 5,59 a 7,7 milioni sia esagerato. Noi vogliamo vedere i conti e vederci più chiaro! Il ‘porta a porta’, inoltre, è stato fatto ‘a spot’ e solo in una zona della città e vorremmo sapere cosa ci rappresenta. E non dimentichiamo che, comunque, dal 2010 al 2011 (con l’immissione del ‘porta a porta’) abbiamo avuto un minimo aumento del costo che, lo scorso anno, era già a 7,1 milioni di euro”.
Durissimo il commento del responsabile sanremese di Federconsumatori: “Questa è una battaglia che dobbiamo portare avanti con forza. Comunque questa è una situazione incancrenita per l’immobilismo della Provincia. Ho parlato anche con i nostri legali per organizzare una ‘class action’ perché noi vogliamo pagare ma il giusto e non essere derubati!”
Claudio Vaniglia ha invece parlato del problema come ambientalista: “A Sanremo siamo in ritardo di 50 anni e questi sono i risultati con i costi che aumentano a dismisura. Molto dipende dalle decisioni delle amministrazioni. Risulta strano che alla gara d’appalto abbia partecipato solo la ditta ‘Aimeri’ ed il risultato che è stato fatto un ribasso irrisorio. Si tratta di un fatto anomalo che accade anche in altre zone d’Italia e questo deve far riflettere molto. Chiediamoci perché accade ciò e perché l’Amministrazione Zoccarato ha fatto queste scelte. La differenziata ‘porta a porta’ è una presa in giro a Sanremo. Lo sanno ormai tutti che la differenziata con i cassonetti stradali non funziona. Troppe volte vengono fatti errori di conferimento e per questo, la differenziata invece di garantire un risparmio diventa un costo superiore. Ribadisco e concludo che il nodo è esclusivamente sul bando di gara che, stranamente, ha visto solo una ditta che ha potuto fare quello che ha voluto, senza nessun concorrente”.
















