"Caro direttore, ho seguito lo scambio di lettere a proposito di cani sì, cani no. Personalmente non entro nel merito non avendo animali, oggi, di sorta. Potrei dare ragione sia al signor Perduca che ai signori Calvi, Filippone, Marinella ecc.... Visioni diverse da educazione ricevuta diversa, questo è certo...
Parliamo troppo di animali e poco di esseri umani. Ieri, 22 novembre 2011, in Italia (non in Europa) ci sono stati 7 (sette, cari lettori, sette!) morti sul lavoro. Vogliamo dedicare a questi lavoratori ed alle loro famiglie un momento di riflessione? Chiediamoci perché in una nazione come la nostra che si autofregia di essere una potenza industriale, questa cosiddetta 'potenza' debba essere conquistata a scapito di sette persone che hanno contribuito a renderla 'potente'. E' inamissibile uno stillicidio simile. Abbiamo un primato in Italia da molti anni, purtroppo, che nessuno mai ci toglierà:, non di santi, poeti e navigatori, ma quello dei morti sul lavoro!
Dimentichiamo cani e gatti, dimentichiamo per un momento le nostre diatribe e le possibili sciocchezze correlate e dedichiamo un pensiero ed un momento del nostro vivere a chi muore sul lavoro ed a chi il vivere quotidiano era legato al loro lavoro.
Alfredo Schiavi".





