"Rispondo io al lettore Perduca che parla di beneficenza a Gianni Calvi senza neppure conoscerlo. Io lo conosco da quando era ragazzo, era scapestrato ed insofferente della disciplina, uno spirito libero ma sempre schierato dalla parte dei più deboli, fossero persone o animali. Lo ricordo sui quindici, sedici anni, quando per difendere un ragazzino gracilino vessato da quattro ragazzi più grandi li affrontò tutti da solo. Ha sempre avuto una grandissima passione per gli animali e ricordo che ne raccoglieva e curava di ogni qualità. Crescendo è diventato un uomo integerrimo e della sua passione per gli animali ha fatto una professione in loro difesa contro i bracconieri. Non ha peli sulla lingua e parla chiaro e sincero, certe volte è scorbutico e rude, ma è il tipo che o sia adora o si odia, dipende dall'onestà d'animo dell'interlocutore. Il sig. Perduca non ha la minima idea di quanto sia impegnato nel sociale e non se ne vanta mai. Se fossi più giovane... potrei quasi essere sua nonna.
Mariangela S.".





