"La pratica inerente la salvaguardia degli equilibri di bilancio, trattata in Consiglio Comunale ieri sera, ha sollevato un acceso e interessante dibattito. Le valutazioni effettuate da parte dell’opposizione destano tuttavia grandi perplessità. Il tentativo, peraltro assai goffo, di individuare il ventre molle dell’Amministrazione in una difformità di vedute tra due dirigenti dell’ente, è sostenuto da argomentazioni poco convincenti sul piano logico ancor prima che su quello strettamente giuridico".
Lo scrive Luigi Mattioli, per il gruppo del PDL in Consiglio, che prosegue: "La normativa in materia è chiara e non lascia spazio a dubbi di sorta. Il Consiglio, nel passaggio amministrativo disciplinato dall’art.193 del TUEL, ha due compiti: effettua la ricognizione sullo stato di attuazione dei programmi (si esamina il programma, si verifica a che punto siamo) e DA’ ATTO del permanere degli equilibri di bilancio. Adotta i provvedimenti necessari in caso di accertamento negativo, e SOLO in quel caso. Non basta il “sentore” (testuale) del consigliere di turno per dare come accertati eventuali squilibri. Come suo dovere, nello svolgimento della sua funzione di controllo, il consigliere chiede delucidazioni ai tecnici competenti in sede di commissione. Ciò è puntualmente avvenuto: e il ragioniere capo ha dato conto dell’esercizio della propria discrezionalità di valutazione, spiegando i criteri adottati nella formulazione delle previsioni di entrata. Ora, qualcuno nell’opposizione si dichiara più 'tecnico' del 'tecnico' comunale. Benissimo, ne prendiamo atto. Più modestamente, la maggioranza ritiene di potersi affidare ai pareri del ragioniere capo e del collegio dei revisori. Il senso del 'passo indietro' è solo questo, e nessuno è autorizzato a pensare che si tratti di un atteggiamento di scarsa responsabilità".
"Quanto allo scandalo destato dal termine 'verosimilmente' utilizzato dai revisori dei conti - termina Mattioli - ricordiamo sommessamente che sono connotate da certezza solo le previsioni che si riferiscono al passato: per il futuro, di norma, si utilizzano criteri di prudenza e ragionevolezza che riteniamo siano stati adottati dagli organi competenti. Con buona pace di chi rappresenta come probabile – se non auspicabile – uno scioglimento del consiglio comunale a causa di una presunta cattiva gestione delle poste di bilancio".





