Il sanremese Giuseppe Alberti vince il titolo mondiale nel singolo, specialità Coastal Rowing (canottaggio da mare) ai Campionati del Mondo FISA svoltisi a Bari da venerdì a ieri, al termine di dopo una bellissima sfida con lo spagnolo Alberto Etxarte Zambrano (San Pedrotarra). I due, già protagonisti nella batteria vinta dal ventunenne singolista matuziano, ingaggiano un duello che sui 6.000 metri del campo di regata si protrae incerto sino al traguardo. La resistenza e la tecnica di voga di Giuseppe Alberti sono state assistite dalla sua particolare attenzione nel tenere la giusta rotta in mare e nel virare con grande rapidità ed efficacia alle boe di percorso.
L’allievo di Vittorio Scrocchi, suo allenatore nel CUS Pavia, già bronzo un anno fa a Istanbul, con astuzia ha guadagnato una barca di vantaggio proprio all'ultima virata e negli ultimi mille metri ha guadagnato i quattro secondi necessari a staccare l’avversario. Per tre decimi, lo svedese Berg soffia il terzo posto a Simone Martini (Canottieri Trieste). Il Campionato del Mondo si è svolto a Bari, a soli tre anni di distanza dal primo mondiale italiano di Coastal Rowing di Sanremo nel 2008, ed ha visto una partecipazione record di nazioni ed atleti e certificato la tenuta del buon lavoro e la validità dell'intuito di Alberti senior, Renato il papà di Giuseppe, che da Vice Presidente della Federazione Italiana Canottaggio grazie al contributo di Fondazione Carige, volle introdurre anche in Italia questa nuova disciplina remiera ora in forte espansione in tutto il mondo.
“Grande regata e davvero molto emozionante. Con lo spagnolo - ha detto Alberti - eravamo assolutamente allo stesso livello di preparazione fisica, ma la mia esperienza mi ha permesso di sorpassarlo ad ogni giro di boa e tagliare il traguardo prima di lui. Il Coastal é una disciplina bellissima e divertentissima. É accessibile a tutti, anche a chi non ha mai praticato canottaggio. Mi sono avvicinato a questa specialità grazie a mio padre Renato che è stato tra i primi a portare il Coastal in Italia. All'inizio ero molto restio, principalmente per il peso delle barche, ma poi quando ho iniziato ho capito che questa specialità è davvero affascinante. Posso uscire in barca sulle onde senza problemi. Anzi spesso e volentieri esco quando c'è bandiera rossa e in cinque minuti la guardia costiera arriva a dirmi di rientrare. In questi giorni il mare ci ha permesso di vogare bene nonostante le onde. Sinceramente l'avrei preferito un po’ più mosso, ma va bene cosí. L'allenamento? Mi alleno 11 volte a settimana, ma non dedico molto tempo al Coastal. Come ho già detto per me è un divertimento perciò esco sempre con amici. È una disciplina che si affianca al tradizionale canottaggio olimpico, non lo sostituisce. Quindi non vedo perché dovrei fare un allenamento diverso. Per quanto riguarda la tecnica, si tratta solo di esperienza in regata”.






