“Da qualche settimana il dibattito politico a Sanremo pare essersi inferocito attorno al tema della sicurezza pubblica, in specialmodo all’interno delle antiche mura medioevali che circondano il caratteristico rione storico della Pigna di Sanremo. Ritenendo il dibattito sinora condotto con toni volutamente esagerati al fine di perseguire poco chiari secondi fini, l’Italia dei Valori ha scelto la strada del silenzio e solamente oggi ritiene giusto intervenire al fine di esprimere la propria posizione. In Pigna i problemi di ordine pubblico lamentati sono stati originati dalla presenza di gruppi consistenti di sbandati magrebini, alcuni già con pregiudizi penali in Patria, dediti allo spaccio di sostanze stupefacenti. Sono quegli stessi sbandati giunti nella tarda primavera scorsa a Lampedusa in occasione del recente cambio violento di governo avvenuto a Tunisi”.
E’ questo il pensiero in merito al tema Sicurezza Pubblica e Pigna di Sanremo, espresso dall’Italia dei Valori imperiese guidata dal Segretario provinciale Gabriele Cascino, che prosegue: “Sono quegli stessi gruppi di tunisini ai quali, nonostante la contrarietà di gran parte dei governi amici dell’Unione europea, il Ministro degli Interni Roberto Maroni della Lega Nord ha concesso, in maniera indistinta, permessi di soggiorno temporanei per ragioni umanitarie, smentendo clamorosamente quel ‘cattivismo’ anti-immigrati dallo stesso predicato nel 2008 quando decise di schedare tutti i Rom presenti in Italia, compresi i fanciulli in tenera età. D’altronde non ci stupiamo più della contraddittorietà della Lega Nord su questo come su altri argomenti, leggi lotta alla Mafia. E’ pericoloso però che, oggi, certe forze politiche, magari con l’ausilio di gruppi di cittadini e di un certo giornalismo d’accatto, cerchino di manipolare le semplici coscienze degli abitanti della Pigna di Sanremo per perseguire, magari, facili successi elettorali in un quartiere ove recentemente si è aggiunta, all’emarginazione esistente, altra emarginazione creando un mix letale di odio. I problemi della Pigna, e la storia del rione storico lo merita, devono essere affrontati con equilibrio e tranquillità coinvolgendo le Associazioni che vi operano, la Parrocchia, i residenti italiani e le comunità di residenti stranieri, come magrebini, romeni, albanesi o sudamericani, qua presenti in buon numero. Per la Pigna è necessario innanzitutto un ordinato sviluppo civile, sociale ed anche, perché no, economico che rientri nei canoni dell’ordinarietà. Sotto il profilo del mantenimento dell’ordine pubblico è necessario un coordinamento interforze tra Polizia Municipale, Polizia di Stato e Carabinieri al fine di arrivare ad un efficiente controllo del territorio senza transitare per costosi, per le tasche del cittadino, blitz ‘una-tantum’ che non risolvono nulla ma sono solamente utili a fini propagandistici. Come dice giustamente il Procuratore- capo di Sanremo Roberto Cavallone ‘l’apparato repressivo dello Stato interviene all’ultimo, ma prima ci deve essere l’azione ordinaria delle forze sociali per promuovere il quartiere’. Fiducia incondizionata al Questore, al Comandante provinciale dell’Arma ed alla Procura di Sanremo da parte nostra, dunque, ma con altrettanta risolutezza chiediamo che tutti facciano per il bene della Pigna il loro quotidiano piccolo ed instancabile dovere. Durante l’estate, grazie anche all’interessamento del Comune di Sanremo, nel rione si sono tenute tante manifestazioni: ora magari sarebbe il caso dio promuovere un Consiglio Comunale monotematico sulla Pigna, come avvenne dopo i crolli del 1985 in Vicolo Martini, al fine di raccogliere nuove idee fattibili a favore del recupero del rione”.





