Sulla questione dei bambini e dei paesi interviene Fabio Ferrero
"I bambini giocano più o meno vivacemente anche in base a come sono educati. Oggi molti genitori tendono a voler difendere troppo i loro figli, solo perchè diversamente dovrebbero ammettere di non averli educati correttamente. Nei paesi si è sempre giocato rumorosamente, e a volte io mi prendevo una secchiata d'acqua, ma stavo bene attento a riferirlo ai miei nonni, perchè altrimenti prendevo un ceffone. I giovani oggi non sono abituati al rimprovero, reagiscono ad una sgridata in maniera a volte violenta, e sinceramente ritengo che i genitori che sanno veramente educare i figli siano proprio pochi (so quello che dico perchè ne porto parecchi di bambini di Borgomaro in autobus). Occorre applicare le leggi quando non si è in grado di dialogare, quando anche gli adulti non sanno affascinare i giovani e farli affezionare al loro paese, e poi vorrei precisare che la signora che è andata via da Pigna, veniva da fuori, da un luogo dove magari sopportava tutto, ma a Pigna le campane le davano fastidio. La gente va via dai paesi perchè non vi sono sbocchi per il futuro dei giovani, e quelli che rimangono hanno poca volontà di mandare avanti la campagna. Imparate a parlare ai giovani, capite le loro esigenze, non limitatevi a porre dei divieti, altrimenti molti di noi un giorno si troveranno su una panchina a fissare un muro sul quale scorgeremo sbiaditi i segni di quelle pallonate. I paesi muoiono perchè è il loro destino, si salveranno purtroppo solo quelli vicini alla città, gli altri diventeranno una sorta di buon ritiro per persone stressate e maniacali, che zittiranno le campane e il vociare dei bambini, per avere finalmente tutto intorno a loro un magnifico silenzio".





