Al Direttore - 05 ottobre 2011, 08:08

Problemi e 'gabelle' per chi vive nell'entroterra: lettera all'Assessore Provinciale Garibaldi

La scrive Stefano Musso, presidente del ‘Consorzio Strade Interpoderali del Campanaudo’, che controlla 12 km di strade che insistono sui territori di San Bartolomeo al Mare, Villa Faraldi e Diano S.Pietro.

Problemi e 'gabelle' per chi vive nell'entroterra: lettera all'Assessore Provinciale Garibaldi

Un nostro lettore, Stefano Musso, presidente del ‘Consorzio Strade Interpoderali del Campanaudo’, che controlla 12 km di strade che insistono sui territori di San Bartolomeo al Mare, Villa Faraldi e Diano S.Pietro, ci ha scritto per inviare una serie di messaggi all’Assessore Provinciale, Garibaldi:

“Ho letto con estremo piacere della Sua volontà di facilitare, in qualche modo, la presenza  umana nell'entroterra regionale, e concordo con Lei che nulla, come la mano costante dell'uomo, che cura la sua casa, la sua campagna, le sue cose, insomma, possa contribuire a mantenere l'ambiente in condizioni ottimali. Di aiuto ne avremmo assolutamente bisogno anche noi, che abbiamo costruito le strade, su cui non vi è un solo edificio dotato di abitabilità, per inciso, praticamente a nostre spese, che da anni non vediamo un contributo pubblico e che ci danniamo l'anima per riuscire, coi pochi mezzi autoraccolti, regalando giornate di lavoro, a renderle praticabili, non solo per permettere a noi di andare a curare qualche centinaio di alberi di ulivo, qualche vigna neppure DOC, ma anche ai turisti di fare  passeggiate, ai Forestali ed alla Protezione Civile di andare a  spegnere gli incendi, e così via. Dobbiamo lottare contro i fenomeni meteorici, sempre più ripetuti e violenti,  e contro i cinghiali, che comunemente si ritiene facciano danni, in realtà fanno disastri, distruggono  l'equilibrio idrogeologico della regione, che è fragilissimo. Per questo, comunque, siamo attrezzati. Quello che non mi aspettavo, invece, è stato il ricevere dalla Povincia l'ingiunzione a pagare quasi 800 euro per quattro anni di gabella su 12 metri quadri di cemento steso su tubi per permettere l'attraversamento di un paio di scolo d'acqua. Li ho comunque pagati. Ancora, l'Agenzia delle Entrate si è convinta che un contributo sociale erogato ‘una tantum’ dalla Vodafone, che ha eretto un'antenna sul sito di uno dei nostri soci, sia stato per noi un reddito, e come tale ce lo abbia tassato. 1.500 e rotti euro già li ho pagati, il resto, per arrivare a 5.000 e passa, li dovrò versare entro metà novembre. Inutile dire che nessuno si è messo un soldo in tasca, semplicemente con quella somma abbiamo evitato di autotassarci per qualche anno, però adesso dovrò pagare, e per raccogliere i soldi, dai miei soci inferociti, dovrò sbarrare la strada con una catena, e così passerà solo chi avrà pagato, e addio sogni di portare i turisti alla scoperta dell'entroterra. Ecco, Assessore Garibaldi: In attesa che quanto da Lei desiderato si avveri, non si potrebbe, quantomeno, evitare che la burocrazia statale e provinciale si scatenino, fauci spalancate, per spolpare ossi che, le assicuro, di polpa attaccata non ne hanno proprio più! Non voglio dire che, per quanto facciamo, nel nostro piccolo, per il nostro entroterra, noi si meriti pubblico encomio, ci mancherebbe; lo facciamo perchè abbiamo interesse, per quanto piccolo, a farlo. Però non va neanche bene metterci i bastoni tra le ruote, imporci gabelle tipo medioevo, e prenderci per evasori fiscali”.

Carlo Alessi

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