Non accennano a placarsi le polemiche a margine dell’infuocato assise comunale di ieri sera a Ventimiglia, incentrato sull’importante pratica del bilancio previsionale. Sotto l’occhio del ciclone è finito il Presidente del Consiglio Giuseppe Campagna, reo a detta dei consiglieri di opposizione, ma non solo, di aver tolto la parola ad alcuni esponenti della minoranza. Campagna è stato bersaglio, quest’oggi, di fuochi incrociati. Il più infervorato è il consigliere Angelo Raco di Fli, che ha minacciato di adire le vie legali, ed è pronto a presentare denuncia nei confronti di Campagna. Il consigliere di maggioranza Mauro Merlenghi (Udc), ha paragonato il consiglio di ieri ad un mercato del pesce. Laconico il commenteo di De Leo (Pd), secondo il quale "questa maggioranza non vuole un’opposizione".
"Vi è una strafottenza massima dell’amministrazione che gode della sua maggioranza per denigrare l’opposizione", ha tuonato Raco, che ha proseguito: "Quando le opposizioni hanno qualcosa da dichiarare, la maggioranza si mette a ridacchiare e da ieri sera, addirittura, anche a togliere la parola a chi vuole fare interventi. Questo vuol dire mettere un bavaglio alle minoranze, perché evidentemente questa maggioranza ha qualcosa da nascondere”.
Al centro del contendere la pratica sul bilancio previsionale e sulla proposta di riequilibrio: “Le minoranze intendevano chiedere delucidazioni su un atto importante sul bilancio, specialmente sul riequilibrio proposto dalla maggioranza, ma evidentemente questi chiarimenti non potevano essere dati e così ci hanno imbavagliato, siamo stati costretti a lasciare l’aula. Addirittura il presidente del consiglio mi ha minacciato che mi avrebbe cacciato dall’aula se avessi continuato a parlare. Di tutto ciò seguirà una denuncia a chi di dovere verso questo presidente del consiglio scorretto. Userò tutti i canali legali consentiti perché si pongano dei rimedi”.
Ha usato la metafora del mercato del pesce anche il consigliere comunale Mauro Merlenghi dell’Udc che sostiene la maggioranza guidata da Scullino: “Il Consiglio di ieri è stato una vergogna, un circo, chi è deputato a permettere uno svolgimento regolare ha trasformato il consiglio in una bagarre, in un mercato del pesce a chi urlava più forte. Mi è stato impedito di fare il mio lavoro, per cui sono stato eletto. Non accetto, non ammetto di dover urlare per dare il mio parere su pratiche importanti. Questo è un preciso compito del presidente del Consiglio, garantire a tutti di poter esprimere i propri pensieri. Ieri sera non si è parlato di noccioline ma di bilancio previsionale, perché dietro le cifre si nasconde la realtà della città. Ci sono voci che vanno approfondite, capite. Ci sono dei segnali che ci fanno capire che ci sono delle diminuzioni di entrate, e bisogna capire il trend. Voglio solo svolgere le mie funzioni di consigliere e pretendo, come è nei miei diritti, che il presidente del consiglio mi assicuri di poter svolgere il mio lavoro all’interno del consiglio”.
Parole dure anche da parte del capogruppo del Pd De Leo: “L’opposizione è ormai ridotta ai minimi termini saremo rimasti un paio a fare l’opposizione a Ventimiglia, siamo in tre o quattro. Il fatto è che il presidente del consiglio ha dimostrato di non aver capito bene quale è il suo ruolo. Che dovrebbe essere quello di garanzia verso le minoranze. In consiglio comunale a Ventimiglia non c’è più un equilibrio. La minoranza interviene ed è derisa dalla maggioranza e ultimamente anche dal Presidente del Consiglio. Ci stanno prendendo a spallate. Questi amministratori non vogliono avere opposizione”.





