Politica - 15 settembre 2011, 10:11

Imperia: Pasquale Indulgenza (PRC) interviene sull'attuale situazione politica

Imperia: Pasquale Indulgenza (PRC) interviene sull'attuale situazione politica

"E' del tutto chiaro che le dimissioni del vicesindaco Leone sono parte di una profonda crisi delle Destre locali, corrispondente sia alla loro incapacità di dare risposte credibili ai sempre più gravi problemi della città e dei cittadini, che a contraddizioni interne che gli assetti e le alleanze date per scontate e inossidabili fino a qualche tempo non reggono più. Dev'essere altrettanto chiaro che le 'aperture' di cui si è detto negli ultimi giorni sono sono proprio dovute alla situazione di debolezza in cui si trovano gli attuali governanti locali, non certo a ripensamenti o cambiamenti di rotta".

Lo scrive Pasquale Indulgenza, capogruppo del PRC ad Imperia, che prosegue: "In queste ultime ore, leggiamo da qualche organo di informazione, a proposito della possibile nomina a vicesindaco dell'assessore Gaggero, che questi godrebbe di una buona 'immagine' presso l'Opposizione in virtù' del suo 'impegno'. Nel riconoscere al suddetto amministratore la dedizione che va ovviamente fatta salva a chi si chiama ad un impegno istituzionale per la collettività, non pensiamo però che egli goda di un'immagine, fuori dalla Maggioranza, suscettibile di favorirlo, e riterremmo opportuno un pronunciamento in merito delle forze politiche chiamate genericamente e sommariamente in causa, ai fini della chiarezza che si esige in un momento così delicato e per evitare ogni posibile rischio di strumentalizzazione.
Ad ogni buon conto, per quanto ci riguarda, il nostro giudizio è del tutto sfavorevole:
1) perchè la nostra richiesta, da tempo avanzata pubblicamente, è che l'intera Amministrazione Strescino si ritiri, non potendo e non sapendo assicurare il buongoverno che reclamiamo;
2) perchè non condividiamo la gestione del lavori pubblici tenuta da Gaggero, che anche recentemente ha prodotto esiti a nostro avviso del tutto discutibili come quelli riguardanti l'infelice progetto dal "Parasio al mare".
La questione vera, per Rifondazione Comunista, è che l'Amministrazione delle Destre ha fatto il suo tempo.
Ci rivolgiamo perciò alle forze che si ritrovano localmente nel centrosinistra (PD, SEL, Lista "per Imperia, IdV, Verdi), e chiediamo loro se dal ruolo di opposizione - che è stato decisivo per far venire in evidenza responsabilità ed errori di chi ha avuto ed ha tuttora il potere di amministrare - vogliamo passare a porre, da subito, le condizioni per costruire una vera alternativa di governo in città. Vogliamo aprire davvero una fase nuova, ad Imperia?
In particolare, in considerazione della sua consistenza, domandiamo al PD se e in quali termini è disponibile a lavorare ad una proposta di cambiamento che sia centrata sulla rigenerazione della buona politica e con un programma chiaro ed esigibile dai cittadini, basato su punti dirimenti che qualifichino una sostanziale, irriducibile diversità rispetto alle Destre più o meno berlusconiane.
Le idee/forza che a noi sembrano dirimenti e su cui torniamo a chiedere - a distanza di quattro mesi da quando le esponemmo per la prima volta - una verifica tempestiva, sono rappresentate nei seguenti sei punti:
1) La messa in discussione dell'abnorme societarizzazione nella gestione di servizi pubblici, per contrastare la commistione crescente tra pubblico e privato, la tendenza ad imporre gestioni con regimi privatistici usando capitali e beni pubblici, (che portano poi, immancabilmente, a privatizzazioni sempre più spinte) e i costi sociali via via più elevati che comportano tali società - tra grandi e piccole, più di ventimila, in Italia! -, nei termini di inevitabile aumento delle tariffe per i cittadini e di crescita, a lungo andare, del debito pubblico reale;
2) Un impegno caratterizzante e incisivo che qualifichi il Comune di Imperia come presidio democratico nella lotta alla corruzione pubblica e privata e alla crescente penetrazione e ramificazione della criminalità di stampo mafioso nel territorio, con l'attivazione di prime misure fondamentali, quali quelle contemplate nel "Codice dei contratti pubblici" (detto anche degli appalti) di lavori, servizi e forniture (ad esempio, con lo Sportello dei contratti pubblici e l'istituzione del Profilo del committente), la piena valorizzazione della misure previste dalla Legge 136/10 in materia di trasparenza e tracciabilità dei flussi finanziari, e un recepimento conseguente, nelle concrete scelte dell'Ente, del portato degli articoli 117 e 118 della Costituzione, che hanno accresciuto il potere regolamentare dei Comuni e riconosciuto ad essi, in determinate materie, funzioni amministrative proprie di quelle statali e e regionali.
3) Un ridimensionamento della parte residenziale prevista nel porto turistico in costruzione e la riprogettazione di più ampi spazi per la cantieristica, per dare sbocchi produttivi e qualificati all'economia locale; contestualmente, l'assicurazione del mantenimento e del'incentivazione di funzioni diversificate all'interno della portualità cittadina;
4) Una scelta chiara e tempestiva, nel rispetto della volontà popolare espressasi col recente referendum nazionale, a favore di una gestione pienamente pubblica del servizio idrico, con la costituzionalizzazione dello stesso nello Statuto del Comune;
5) Il rigetto della privatizzazione e della esternalizzazione dei servizi sociali e la scelta strategica di puntare all'ampliamento e al potenziamento della rete territoriale di protezione e sicurezza sociale, con la contestuale salvaguardia e riqualificazione dell'assistenza ospedaliera esistente nell'ambito del territorio comunale;
6) Una azione costante e coerente, nella politica urbanistica, contro l'abnorme consumo del suolo e delle altre risorse naturali ed ambientali, a favore di un miglioramento della qualità di vita e di un sano e lungimirante sviluppo socio/economico.
Chiediamo di tenere un confronto sull'urgenza di una alternativa alle Destre e nel merito dei suddetti punti, che sono ovviamente intrecciati l'uno con l'altro, per verificare la volontà politica di cominciare una azione forte e unitaria verso la svolta di cui Imperia secondo noi ha bisogno urgentissimo".

Carlo Alessi

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