Un nostro lettore, Luigi Depaulis, ci ha scritto in relazione ai due esponenti dell'IDV, Gabriele Cascino e Domenico Garofalo:
"Ho letto, nei giorni scorsi, le dichiarazioni rese a Sanremonews dai due principali esponenti politici dell’Italia dei Valori nella provincia di Imperia: Domenico Garofalo, Assessore al comune di Taggia e Gabriele Cascino, assessore regionale nonché coordinatore provinciale del partito. Dopo aver sciorinato i notevoli dati sulla raccolta di firme del nuovo referendum promosso da Di Pietro (con altri movimenti) per l’abrogazione dell’attuale legge elettorale, Garofalo e Cascino hanno annunciato la loro ferma volontà di combattere la “Casta” dichiarando, tra l’altro, (cito testualmente quanto riportato tra virgolette dal giornalista): 'la gente comune è molto indignata in un periodo in cui il governo chiede agli italiani grandissimi sacrifici economici mentre la ‘Casta’ sembra non essere disponibile a rinunciare a gran parte dei propri privilegi'. E più avanti: 'Oggi in Italia ci sono più di 110 province, un carrozzone obsoleto che serve solo a far crescere gli sprechi della politica e le poltrone' accusa stentoreo, il Segretario provinciale Cascino. Dunque una vera e propria guerra senza quartiere a sprechi e privilegi che non mancherà di radunare un manipolo di ardimentosi intorno a chi vorrà condurla. Le affermazioni forti e coraggiose che ho citato meritano dunque più di una riflessione e mi hanno suggerito un interrogativo: Garofalo e Cascino, fanno parte anch’essi della ‘Casta’? Se ne fanno parte, la loro battaglia appare tanto più meritoria e ammirevole: come i kamikaze giapponesi essi, in nome del superiore bene pubblico, sono disposti a sacrificare anche se stessi. Se invece non ne fanno parte – e sarebbe interessante conoscere come la pensano i diretti interessati – si pone allora un altro quesito: quali sono i confini della ‘Casta’? In altri termini, quali sono i requisiti, diciamo minimi, per farne parte? Sarà l’ammontare dei compensi percepiti? O il numero degli incarichi ricoperti? o entrambe le cose? Per esempio si potrebbe dire: 'fino a 5.000 Euro al mese di compensi si è esclusi'. Oppure: 'entra nella categoria solo chi ha l’auto blu'. Esaminiamo il caso dei nostri due politici.
Garofalo è assessore al comune di Taggia, incarico per cui percepisce Euro 1428,28 lordi al mese, secondo quanto riportato pochi giorni fa dagli organi di informazione in margine ad alcune critiche rivolte dai consiglieri di opposizione taggesi alla Giunta comunale proprio sulla misura delle indennità di carica. Garofalo inoltre, dopo la vittoria del centro-sinistra alle elezioni regionali dell’anno scorso e la conseguente nomina di Cascino ad assessore, risulta ricoprire un incarico di collaborazione politica per cui percepirebbe un compenso intorno a 1.500 euro al mese. Uso il condizionale perché avevo orecchiato tale cifra quando frequentavo l’Italia dei Valori e non ho trovato, sul sito della Regione Liguria, il nome di Garofalo tra i collaboratori regionali dei quali è possibile visualizzare i contratti con relativi compensi. Se l’interessato vorrà dichiarare pubblicamente l’importo esatto e le mansioni svolte farà comunque una meritoria opera di trasparenza.
Cascino, come assessore regionale dovrebbe percepire – tra indennità vera e propria e rimborsi spese a vario titolo – una cifra intorno ai 6.000 euro mensili: anche in questo caso uso prudentemente il condizionale perché è sempre difficile, nel caso dei politici, capire l’ammontare esatto di quello che noi comuni mortali chiamiamo convenzionalmente 'netto in busta'. Ha inoltre diritto all’uso dell’auto di servizio con autista (non blu però, mi dicono che sia grigia) e riveste – se non si è dimesso recentemente – la carica di Consigliere di Amministrazione della Se.Com. spa, società consortile di servizi dei comuni della Valle Argentina, dalla quale percepisce 500 euro mensili.
Fatte queste brevi considerazioni rimango con il dubbio iniziale e mi viene in mente l’invito che il conduttore televisivo Gigi Marzullo è solito rivolgere ai suoi ospiti: si faccia una domanda e si dia una risposta. Ecco, Cascino e Garofalo potrebbero rivolgersi la domanda: 'facciamo noi parte della Casta?' E, ovviamente, farci anche sapere la risposta".





