Un nostro lettore di Imperia, Diego Fiore, ci scrive per dire la sua sulla situazione dei locali al Prino:
“In un articolo apparso ieri su ‘La Stampa’ il titolare di un locale del Prino a Imperia si chiede polemicamente quale futuro vuole Imperia riferendosi alla malaugurata ipotesi che i giovani non possano più godere del prezioso contributo al turismo fornito dal suo locale. Si domanda ancora come mai le autorità sottopongano attività come la sua a controlli continui e afferma di essere in regola. Forse se fosse davvero in regola come dice i controlli non sarebbero cosi assidui e molti abitanti della zona non sembrano cosi convinti che sia regolare impedire il sonno dei tanti turisti che al contrario di quelli da lui auspicati amano altri tipi di intrattenimento. Ad esempio al Prino vi sono ben 4 locali dedicati ai giovani discotecari concentrati nel raggio di pochi metri e non vi è uno straccio di locale gelateria-cremeria dove gli altri turisti possano passare la serata, magari ascoltando della musica meno assordante. Alla solita e reiterata osservazione per cui ‘ovunque avviene’ ciù che avviene al Prino (riferito alle discoteche) è facile ribadire che ovunque, salvo forse in Liguria o in parte di essa, le discoteche non inquinano l'ambiente circostante con il rumore, perchè ormai, tutte , si sono dotate di locali e mezzi idonei e moderni per evitare ai turisti che hanno altri interessi di dover sopportare i gusti musicali di quelli che frequentano le discoteche. E' una semplice regola di convivenza civile che avvantaggerebbe tutti, in particolare il turismo in senso lato. Il fatto è che spesso si vogliono fare ‘le nozze con i fichi secchi’, per cui magari quattro baracche pseudo etniche su spiaggette striminzite vengono spacciate per un favoloso locale che dovrebbe fare invidia alla California o alla Spagna o un locale più adatto per un piano bar gelateria all'aperto viene trasformato in un delirante bar discoclub assolutamente inidoneo per posizione e attrezzature. Mi sembra che si guardi più ad un passato remoto che lascierà il Prino e chiunque la pensi cosi molto indietro rispetto alle altre regioni nel modo di gestire il divertimento per i giovani e non solo. Le discoteche richiedono investimenti notevoli senza i quali si fanno solo danni propprio al turismo che si vorrebbe alimentare”.





