Attualità - 07 settembre 2011, 11:45

Nuove norme antiriciclaggio per i Casinò: Federgioco chiede interventi al Governo

Nuove norme antiriciclaggio per i Casinò: Federgioco chiede interventi al Governo

Il 13 agosto scorso, con un provvedimento approvato in via d’urgenza, è stato ulteriormente ridotto il limite di legge in tema di lotta al riciclaggio, al di sopra del quale é vietato il trasferimento di denaro contante o di libretti di deposito bancari o postali al portatore o di titoli al portatore in euro o in valuta estera, effettuato a qualsiasi titolo tra soggetti diversi, quando il valore dell’operazione, anche frazionata, è complessivamente pari o superiore a 2.500 euro. Gli interventi normativi stanno fortemente preoccupando il mondo imprenditoriale e soprattutto quello delle Case da Gioco autorizzate in Italia, in quanto la dinamica dei giochi che si svolgono all’interno dei Casinò è fortemente penalizzante e assolutamente incompatibile con tale divieto e con l’aspetto ludico che ne costituisce la principale attrattiva. 

Se il Governo dovesse continuare nel perseguire questa politica di divieti, che stanno pesando in modo insostenibile sull’economia legale del paese, l’attività delle quattro case da gioco autorizzate (Campione d’Italia, Sanremo, Saint-vincent e Venezia) già fortemente compromessa dalla crisi economica che attanaglia il nostro paese, potrebbe giungere ad un punto di non ritorno con ripercussioni gravi sull’economia sana di importanti aree del nostro paese. Non è il caso di sottovalutare, in questo ambito, i danni economici legati alla fortissima concorrenza che le Case da Gioco stanno subendo, da qualche tempo, da parte del gioco pubblico che si è esteso in modo allarmante su tutto il territorio nazionale, allargando a dismisura la propria offerta sia quantitativa che qualitativa di giochi.   

Peraltro da una ricerca sulle disposizioni in vigore nei paesi confinanti (Francia, Svizzera, Austria e Slovenia) che ospitano anch’essi Case da Gioco facilmente raggiungibili dal nostro paese e dai clienti dei nostri casinò, non risulta che esistano limiti all’uso del contante altrettanto rigidi e limitanti della libertà dei cittadini ed una così capillare diffusione di opportunità di gioco. Le Case da Gioco italiane sono già da tempo assoggettate ad una serie stringenti di obblighi a garanzia delle trasparenza e legittimità delle transazioni effettuate. La richiesta delle Case da gioco, che ricordiamo sono interamente soggette a controllo pubblico, è quella di tornare al limite originario di 5.000,00 euro, limite in grado di assicurare oggettivamente una adeguata tracciabilità dei flussi finanziari rilevanti al fine di un contrasto efficace del fenomeno criminale del riciclaggio di denaro. La lotta all’evasione e all’elusione fiscale non è un compito che può essere affidato agli imprenditori o ai cittadi, solo leggi ben fatte, ponderate e condivise possono assicurare un risultato strutturale e di lungo respiro in questo delicato settore della vita sociale. Gli ulteriori obblighi previsti dalla Direttiva Europea Antiriciclaggio e trasfuse nelle norme del D. Lgs. 231/2007 possono senz’altro rimanere tali in quanto, dalle stesse Case da Gioco ritenuti strumenti di efficace contrasto alle potenziali attività di riciclaggio (ad esempio: obblighi di identificazione e registrazione, obbligo di segnalazione di operazioni sospette, obblighi di adeguata verifica della clientela etc.).

Carlo Alessi

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