"I partiti si sono oggi largamente trasformati in comitati elettorali: finite le consultazioni, perdono motivo di essere e diventano per gli eletti una struttura ingombrante. Non fa eccezione l’Italia dei Valori, almeno in provincia di Imperia. Ne ho avuto la riprova in occasione della recente interrogazione regionale sulla spiaggia di Latte. Il mancato dialogo tra base e vertice (sale della democrazia interna) ha confinato il partito al ruolo mortificante di notaio delle decisioni dei funzionari, annientando la carica politica che una formazione come l’IdV deve per sua natura possedere. Salvatore Settis ha autorevolmente denunciato il processo in corso: si tolgono le spiagge ai poveri per darle ai ricchi. L’IdV, con l’autogol dell’interrogazione regionale, ha di fatto avallato questo processo".
Lo scrive il ventimigliese Enzo Barnabà, nel comunciare le sue dimissioni dall'Italia dei Valori. "Non c’è solo questo. Il cumulo di cariche nelle mani di alcuni dirigenti locali - prosegue Barnabà - non permette loro di esercitare come si dovrebbe le funzioni cui sono stati chiamati e ha creato un disagio che ha fatto allontanare dal partito una buona metà dei membri del direttivo provinciale. Struttura che, peraltro, da mesi non viene convocata. Al fine di puntare il dito sull’incresciosa situazione in cui versa il l’IdV nell’imperiese e sperando che ciò possa servire ad aprire un dibattito teso a sanarla, comunico la mia decisione di dimettermi dal direttivo provinciale e dalla carica di referente del partito per la città di Ventimiglia".





