"Vorrei riproporre due concetti in base alla risposta che il presidente Marco Lupi
mi invia attraverso le pagine di Sanremo News. Non ho nessun problema a dire che non ero a conoscenza della questione sulla macro regione, in quanto sono appena tornato dalle ferie, come non ho problema a dire che il comunicato di ieri non partito per mia volontà (proprio perché non avevo ancora approfondito l’argomento), ma è stato scritto dal giornalista che mi ha intervistato per telefono e che ha poi colorito a suo piacimento l’argomento, che comunque sottoscrivo nei contenuti, con l’intento evidente di provocare una replica inacidita e, a quanto pare, ci è riuscito".
Lo scrive Mario Robaldo, coordinatore cittadino del PD, che prosegue il 'botta e risposta' con il leader della Lega Nord, Marco Lupi: "Per quanto riguarda le idee del mio capo gruppo, di Faraldi e mie, come ho detto, non ne abbiamo ancora parlato e quindi i pensieri che ne sono scaturiti sono personali in quanto, al nostro interno, siamo abituati a condividere le cose prima di ufficializzarle come partito e, nella riunione di segreteria che ho convocato martedì scorso, abbiamo preferito fare valutazioni su come affrontare il problema sociale che verrà a presentarsi, in seguito alla prossima manovra di governo, per prevenire ove possibile, situazioni spiacevoli che molta gente sarà costretta ad affrontare. Per quanto mi riguarda, le entusiastiche dichiarazioni del presidente di Cuneo, Tassone, se non le ha condivise all’interno del partito, restano anch’esse pensieri personali, sicuramente rispettabili ma rappresentanti di se stesso. Sono contento che il Presidente Lupi parli di mentalità aperte e rivolte all’Europa, forse ne potrà parlare all’interno del proprio partito, poiché la Lega non mi sembra neanche aperta all’Italia".
"Per finire - conclude Robaldo - non credo di aver dichiarato che la macro-regione sia un’idea assurda, ma semplicemente che bisogna valutarla in maniera più ampia e condivisa; per quanto riguarda invece la paura che qualcuno abbia troppa visibilità, non mi tocca proprio, perché conoscendo il sig. Lupi, so benissimo che ha mille modi per rendersi visibile, e non posso certo competere con lui e neanche m’interessa, mi dispiace solo di contribuire, in questo caso, a dargli una mano. Il problema non è questo, il problema vero è che se il presidente del consiglio di Sanremo, e non della provincia di Imperia, invece di verificare chi a Cuneo è d’accordo o meno sulla macro regione, verificasse meglio l’andamento della nostra Sanremo, senza trovare sempre e solo i difetti agli altri e spronasse l’amministrazione ad aumentare anche il nostro Prodotto Interno Lordo, forse ci potremmo presentare ai vicini con qualche numero in più".





