Continua, con una buona affluenza di pubblico, il Moac di Sanremo, il salone dell’artigianato, visitabile fino a domenica al Mercato dei Fiori, in Valle Armea. Com’era nelle intenzioni degli organizzatori, la società veneta Multimedia Tre, e delle associazioni di categoria, che patrocinano la 44esima edizione, Confartigianato Imperia e CNA Imperia, ampio spazio è dedicato all’eccellenza dell’artigianato artistico locale e nostrano. Si tratta, infatti, di un patrimonio da salvaguardare ed implementare, poiché, con le sue caratteristiche distintive, che non si trovano da nessun’altra parte del mercato globale, può diventare una fortissima attrattiva turistica.
A rappresentarne il meglio è stata chiamata l’Associazione ‘Il Punto’ di Genova. Sanremo News ha incontrato il Vicepresidente Andrea Megliola, il quale ogni giorno offre dimostrazioni dal vivo sulle tecniche di lavorazione dell’ardesia e dei metalli nobili in filo e lamina. “La nostra è una realtà giovane, nata un anno fa dall’esperienza decennale dei soci fondatori. Ma siamo già cresciuti e gli associati sono sparsi su tutto il territorio nazionale, in un continuo confronto, che costituisce una ricchezza per noi”.
‘Il Punto’, come lascia intendere il nome, vuol’essere un punto d’incontro fra gli artigiani artisti, ognuno specializzato per tecniche e materiali, ed un pubblico interessato non solo ad acquistare il prodotto finito, ma a conoscere lo stile di vita, che c’è dietro la manualità. Compreso il discorso del riuso, che è divenuto di vitale importanza.
Ma cosa significa essere artigiano oggi? “Una volta – risponde Andrea – gli artigiani diffondevano cultura senza saperlo. Oggi vuol dire riprendere, reinterpretandole, le tradizioni del passato. Questo perché la società è cambiata e si trova di tutto, perciò è venuta a mancare la necessità del lavoro artigianale. Anche l’approccio con la manualità avviene per lo più in modo casuale. Solo in un secondo momento si sviluppa con percorsi accademici o presso maestri di bottega, che utilizzano gli attrezzi di un tempo, oppure attraverso esperienze personali. Noi stessi, poi, ci poniamo al servizio di coloro, che desiderano imparare il mestiere, con corsi e laboratori”.
“Il Moac è la prima campionaria, che facciamo – aggiunge Marco Scaffini, Presidente dell’Associazione ed esperto nella lavorazione della ceramica –. I visitatori appaiono molto attenti alla lavorazione sul posto e si dimostrano incuriositi dal fatto che nel 2011 esistano ancora delle persone, le quali producono a mano le loro realizzazioni. La nostra società, fornendo ogni sorta di merce finita, limita la creatività. Personalmente sono convinto che si ami ciò che si capisce, quindi il pubblico, che comprende la nostra filosofia, alla fine compra volentieri l’oggetto artistico”.













