Un nostro lettore, Paolo Giordano, ci ha scritto per rispondere a Giovanni Saguato:
"I voli low cost rappresentano sicuramente il futuro, peccato che non ci siano aeroporti serviti nelle vicinanze della nostra cittadina. Al momento Genova, unico aeroporto collegato (da un velocissimo treno che impiega oltre 2 ore per raggiungere Diano Marina), può vantare un limitatissimo numero di voli low cost. Nizza, che sarebbe servito da quasi tutte le principali linee low cost, è scomodo perché non ci sono treni diretti ed è un po’ difficile, per una famiglia, impiegare un giorno intero per il trasferimento dall’aeroporto verso Diano o viceversa. Oltre a questo ci sarebbe da valutare il discorso qualità: se è vero (da appurare) che gli appartamenti movimentano il mercato anche fuori stagione (a me sembra che a Ottobre, quando chiudono gli hotel, chiudano anche tutti i ristoranti, bar e negozi perché non c’è proprio nessuno in giro…), è anche vero che statisticamente le città con il turismo da appartamento sono sempre le città 'low cost', dove proprio le attività commerciali di livello non trovano posto. Si prendano come esempio Andora, Borghetto Santo Spirito, Arma di Taggia, Riva Ligure, Santo Stefano al Mare: tutte città abbandonate ad un turismo senza capo né coda. Si può parlare di turismo, in queste situazioni? Ha mai provato a trascorrere una giornata, oppure una serata a Santa Margherita Ligure, Rapallo oppure semplicemente Alassio? Ha notato che sono città che basano il loro turismo sugli alberghi, sui servizi e non sulle seconde case e sui parcheggi camper? Oltretutto si prendano in considerazione anche le condizioni delle nostre “seconde case”, spesso al limite del pericoloso, con famiglie intere dentro appartamenti da 30 metri quadrati. Se la nostra è o vuole essere una cittadina attraente forse dovremmo preoccuparci dei servizi per i turisti, piuttosto che di costruzioni di cemento che altro non fanno che abbassare i prezzi e di conseguenza il livello del nostro turismo, costringendo quei pochi imprenditori e commercianti che ancora hanno dato fiducia alla città a lasciarla per lidi migliori. Certo che se l’idea dei dianesi per incentivare il turismo invernale è quello di aprire centinaia di appartamenti a costo prossimo allo zero, in una città priva di servizi e di locali aperti, sperando che il turismo straniero (per motivi ignoti, visto che non mi risulta che le amministrazioni, per chiare ragioni di bilancio e competenza, stiano portando avanti alcuna pubblicità in lingua sui mercati di nostro interesse), allora buona fortuna… ma non credo che saranno molti i giovani che ci credono. Turismo dell’est, russi, svizzeri, scandinavi, inglesi, tedeschi e americani non arrivano a Diano Marina per caso, ma perché qualcuno si impegna tutto l’anno, anche a Novembre e a Dicembre, con pacchetti promozionali, offerte che includono il trasporto dall’aeroporto, pubblicità mirate in lingua (che hanno un costo altissimo) per promuovere la cittadina e i periodi di bassa e media stagione per una clientela che porti anche benefici, e non soltanto costi per i cittadini. Questo non significa che esistono soltanto gli alberghi, ma mi sembra che a Diano Marina non manchino i campeggi (non molti, ma abbastanza capienti), i residence, gli appartamenti per vacanze e le 'seconde case' di proprietà. Un giusto mix di tutti questi elementi non può che essere d’aiuto per l’attività turistica, i commercianti, i ristoratori e tutti gli altri. Quando non si conoscono le sfumature e gli impegni relativi al turismo, forse sarebbe opportuno evitare certe 'sparate' soltanto per promuovere idee che sembrano del tutto campate per aria".





