Politica - 01 agosto 2011, 21:21

Imperia: incubatore d'impresa domani in Commissione, il pensiero di Pasquale Indulgenza

Imperia: incubatore d'impresa domani in Commissione, il pensiero di Pasquale Indulgenza

"La lievitazione dei costi per la realizzazione di un incubatore di imprese ad Imperia a causa di asseriti problemi di staticità, con un aggravio per le casse del Comune di 2 milioni di euro, pone seri problemi di qualità amministrativa e di coerenza politica. Ne parleremo domani, quando si riuniranno congiuntamente le commissioni seconda e terza. Non è stato molto elegante che la presidente della Commissione Urbanistica, Maria Teresa Parodi, abbia rivendicato pubblicamente che sia stata la Lega Nord 'a sollecitare la riunione durante un incontro con i rappresentanti consiliari del PdL'".

Lo scrive Pasquale Indulgenza, Capogruppo del PRC in Comune ad Imperia, che prosegue: "Primo: per la natura istituzionale del suo compito, che dovrebbe suggerirle di astenersi da simili sottolineature di parte, espresse a seguito di intese esclusivamente interpartitiche. Secondo: perché la necessità di una discussione urgente sul delicato problema è stata rappresentata più volte, e con forza, da altre formazioni, mentre la Lega ha votato l'inserimento di 2 milioni di euro aggiuntivi in bilancio e non ha sostenuto l'emendamento, proposto dal consigliere Fossati, che chiedeva cautelativamente di verificare prima il progetto. La Lega Nord tenta nuovamente di rappresentare una propria iniziativa - il minimo che ci si aspetterebbe dalla sua rendita elettorale, dalla sua rappresentanza consigliare e dai due incarichi in Giunta - ma nei fatti essa risulta del tutto subalterna al partito berlusconiano imperiese, avendone sposato dall'inizio indirizzo e pratiche. Staremo a vedere, adesso, se si vorrà davvero fare chiarezza fino in fondo sulla questione dell'incubatore e sulle pesanti conseguenze che deriverebbero dalla richiesta della Giunta. Non si può non tenere presente che l'opera verrebbe ad essere realizzata nell'ambito di una struttura occupante una superficie di ben 2.500 mq, con la già ottenuta concessione, in relazione alla certificazione che impegna il Comune, che alla lettera dell'art. 2.4 dello stesso si dice:"che la certificazione di cui al punto precedente (lettera b) dovrà essere rilasciata dopo l'esecuzione delle opere di frazionamento dei corpi di fabbrica necessarie a rendere indipendente l'immobile dal resto del complesso", di enormi cubature per altri scopi (un residence, spazi commerciali, un parcheggio interrato di 80 posti auto), avendo il Comune di Imperia approvato uno strumento urbanistico attuativo, in data 7/8/2007, con tanto di variante al Piano Regolatore, che acconsentiva ad un rilevantissimo ampliamento dell'esistente, e che i vincoli contrattuali formalizzati nel 2009 stabiliscono (articoli 4 e 6) che al Comune spettano le opere di demolizione dei manufatti in adiacenza, di bonifica e di liberazione dell'edificio storico dai macchinari e dai materiali presenti in esso e ad Invitalia spa, invece, quelle 'di ristrutturazione e miglioramento' per il recupero, l'ampliamento e la riutilizzazione funzionale del complesso. Ricordo che già nel dicembre del 2010 si dovette verificare che i necessari lavori di bonifica, della cui realizzazione sembrava fosse stata data assicurazione, esigevano ulteriori, rilevantissime spese per essere portati a termine. Ricordo anche che al tempo dell'approvazione della pratica (recante le già vantaggiose condizioni riconosciute al soggetto privato implicato nell'operazione) e successivamente, alcuni consiglieri di Opposizione avevano fatto presente, unitamente al problema volumetrico, la possibilità di inconvenienti statici, ma si era assicurato che tutte le problematiche tecnico/progettuali erano state definite in maniera soddisfacente, con l'individuazione di idonee soluzioni. Francamente, ci chiediamo come sia possibile che si parli ora, alla fine del 2011 (quando i lavori, in teoria, sarebbero dovuti terminare!), di un'emergenza tecnica così importante, dato che nel gennaio del 2009 comunicazioni ufficiali del Ministero dello Sviluppo Economico davano per "prossimo" all'approvazione "il progetto di ristrutturazione" dell'immobile, col passaggio dallo studio di fattibilità a quello esecutivo. Vedremo domani, carte alla mano, da quali fattori strutturali e/o progettuali, precisamente, sono determinati gli asseriti, nuovi problemi e se sia giusto che anche i costi per rimediarvi debbano essere accollati al Comune, senza prendere in considerazione soluzioni diverse". 

Carlo Alessi

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