Attualità - 24 giugno 2011, 07:51

Sanremo: 360° anniversario della prima pietra per il 'Don Orione', il ricordo di Andrea Gandolfo

Nella storia matuziana del XVII secolo assume una particolare rilevanza la vicenda che portò alla costruzione del monastero degli Agostiniani Scalzi.

Sanremo: 360° anniversario della prima pietra per il 'Don Orione', il ricordo di Andrea Gandolfo

Un nostro lettore, Andrea Gandolfo, ci ha scritto perché, ricorrendo nel prossimo mese di luglio il 360° anniversario della posa della prima pietra del monastero dei frati Agostiniani Scalzi di Sanremo, poi Ospedale Mauriziano e attuale Piccola Opera Don Orione, ha voluto ricordare le vicende che portarono alla nascita di questa antica istituzione religiosa matuziana: 

Nella storia matuziana del XVII secolo assume una particolare rilevanza la vicenda che portò alla costruzione del monastero degli Agostiniani Scalzi. Verso il 1643-44, infatti, due padri appartenenti a quest'ordine, provenienti da Genova, furono ospitati a Sanremo nell'abitazione del capitano Francesco Palmaro. Scopo della loro permanenza era quello di sondare il terreno in vista dell'edificazione di un monastero del loro ordine nella nostra città, dove peraltro erano già presenti conventi dei Minori Riformati e dei Cappuccini. Il capitano Palmaro fece presto assumere alla pratica un carattere ufficiale, presentando la domanda per ottenere il placet del Comune al Parlamento il 18 febbraio 1645 e ottenendone l'approvazione con 71 voti favorevoli; il Parlamento sanremese approvò inoltre nella stessa occasione con 74 voti favorevoli una delibera che stabiliva che la chiesa e il monastero sarebbero dovuti sorgere nel quartiere della Palma Soprana. Le maggiori difficoltà provennero però dagli altri due ordini già presenti a Sanremo, i Minori Riformati e i Cappuccini, ai quali gli Agostiniani Scalzi dovevano chiedere il beneplacito per la costruzione del loro monastero. Gli Agostiniani si rivolsero allora ai superiori dei due ordini per ottenerne una dichiarazione ufficiale di assenso, che venne rilasciata dal ministro generale del Terz’Ordine francescano, fra Giovanni da Napoli il 10 marzo 1647 e dal padre provinciale dei Cappuccini di Genova, Raffaele da Casale il 17 maggio 1648. Superate infine le ultime difficoltà e gli ultimi contrasti tra le varie autorità, il 26 luglio 1651 si svolse la solenne cerimonia di posa della prima pietra del nuovo monastero, intitolato a San Nicola, alla presenza del canonico Pietro Gioffredo Gazano, del padre provinciale degli Agostiniani Scalzi Gerolamo da S. Nicolò e del commissario Clavesana in rappresentanza del governo della Repubblica di Genova. Alla cerimonia parteciparono il clero cittadino, le Confraternite e un gran numero di sanremesi, che, partiti dalla chiesa di San Siro, giunsero al luogo destinato alla posa della prima pietra, benedetta dal canonico Gazano tra i rintocchi festanti delle campane cittadine; nel corso della cerimonia furono introdotte nella pietra le reliquie di San Nicolò, Sant'Antonio, Sant'Innocenzo, San Prospero e San Bonifacio. Nonostante il fatto che la costruzione del convento fosse proseguita nella più assoluta regolarità, negli anni successivi sorsero tuttavia svariate polemiche tra alcuni consiglieri comunali e i frati Nicoliti per la gestione del monastero, che venne comunque portato egualmente a termine assumendo le dimensioni di un grande complesso architettonico, in cui gli Agostiniani Scalzi avrebbero svolto per oltre centocinquant'anni un'intensa attività religiosa e civile a beneficio della comunità sanremese.

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