"Caro Sindaco, l’altra sera mi sono ritrovato fra le mani l’opuscolo che la tua coalizione fece stampare durante la campagna elettorale per le elezioni amministrative del 6-7 giugno 2009. Le foto rappresentavano una città sporca, caotica, piena di abusivi, con arredo urbano fatiscente; di questa situazione si dava, non a torto, colpa all’amministrazione Borea, anche se la città si era deteriorata già qualche tempo prima. Al grido di 'Rinasce Sanremo' molti di noi ti hanno dato fiducia, sperando che le cose mutassero, che ci fosse un cambio di rotta decisivo, poiché vedevamo in te e nelle giovani leve politiche che ti circondavano un’energia positiva contagiosa che avrebbe dovuto mettere in moto un meccanismo virtuoso coinvolgendo tutte le categorie sociali e produttive matuziane".
Lo scrive Massimo Cascio, presidente di Legio Matutia, in una 'lettera aperta' al Sindaco: "Le corse in moto per raggiungere tutti i punti strategici della città - prosegue Cascio - davano alla tua campagna elettorale un sapore futurista, il movimento concepito come azione sostenuta dal pensiero per raggiungere tutti gli obiettivi prefissati. Qualcuno maligneggiava che l’ombra di 'kaiser' Scajola incombeva sulla tua testa, dettandoti dall’alto strategie e mosse vincenti; il problema però sembrava non porsi più dopo gli scandali immobiliari romani, complici i quali tu avresti potuto finalmente dimostrare che la statura di politico non ti mancava, a prescindere da padri e padrini. Sono passati due anni e forse sono pochi per tracciare un bilancio sull’andamento dell’amministrazione, ma sono sicuramente sufficienti per comprendere il grado di competenza, di onestà, capacità, organizzazione e programmazione di una coalizione. Sull’onestà credo non vi sia nulla da eccepire, quanto al resto, credo che i voti in pagella non siano soddisfacenti, e, considerato il tempo di esami scolastici che stiamo vivendo, vi sono molte materie da 'riparare' a settembre. E’ sotto gli occhi di tutti i disastri che ha provocato l’entrata in guerra in Libia, divenuta alibi per far rinascere il fenomeno dell’immigrazione clandestina, di cui anche la nostra città ha subìto le conseguenze sociali. Basta recarsi in Piazza Colombo per capire che tipo di gente ormai abbiamo in città, roba da far scappare qualsiasi turista un po’ avveduto. Spaccio di droga a cielo aperto, abusivismo imperante sulle spiagge e persino davanti al Casinò, clochards ad ogni angolo delle strade, bivaccatori extracomunitari gonfi di birra negli angoli più caratteristici della città vecchia e del centro storico, risse, furti nelle auto parcheggiate soprattutto dei turisti e via discorrendo. Più che 'Rinasce Sanremo' lo slogan colmo di speranza muta malinconicamente in un titolo da fine Impero: 'Sprofonda Sanremo'. Sembra che la città sia in balìa di se stessa; tutto scorre senza una linea guida, senza un progetto, senza un controllo, senza una luce che indichi la via maestra. In una città dove ormai gli spacciatori sono più numerosi dei consumatori possiamo avere un futuro? Noi invocammo l’invio dell’esercito per ristabilire un po’ di ordine; qualcuno storse il naso perché una città militarizzata dava una brutta impressione. Ci domandiamo se l’impressione che si ha ora della città non sia peggio della vista di tute mimetiche e camionette. In un Paese serio ci sono ronde di polizia a piedi 24 ore su 24, controlli, allontanamenti di persone sgradite; basta recarsi nella vicina Svizzera o Austria, per non parlare di città come Montecarlo e Taormina, tanto per farsi un’idea. Caro Zoc i consigli di chi vuole bene a questa città. Facci vedere la tua stoffa da politico di razza, tira fuori le palle. Non c’è personale sufficiente per censire gli appartamenti abitati dai clandestini? Mancano uomini fra le forze dell’ordine? Sbatti i pugni sui tavoli, muovi le acque, bussa alle porte dei palazzi romani, vedrai che qualcuno che ti da ascolto lo trovi. Coinvolgi tutte le categorie della città in un nuovo rilancio economico e culturale, ascolta le opinioni e le idee di tutti, organizza nel caso incontri, dibattiti; stila un programma attuabile da subito e vedrai che la città ti seguirà perché siamo ancora in tanti a voler bene a San Remo ed è per questo che ci arrabbiamo di più quando la vediamo ferita e sofferente".





