Gli operatori turistici di Bordighera salgono sulle barricate non escludendo di recarsi nuovamente in Comune per convincere i commissari a fare marcia indietro sull’applicazione della tassa di soggiorno che dovrebbe portare alle casse comunali un introito di 50 mila euro. Come riportato oggi da Il Secolo XIX l’imposta di soggiorno non opprimeva i turisti cittadini dal 1980.
La commissione straordinaria coordinata dal prefetto Giuseppe Montebelli ha dovuto fare i conti con 300 mila euro in meno da parte dei trasferimenti dello Stato, della Regione e del Casino di Sanremo. Dunque questi 50mila euro previsti serviranno per coprire una parte dei costi derivanti dall’apertura del museo villa Regina Margherita. Ma gli albergatori non ci stanno: “Applicare nuovamente l’imposta di soggiorno – commenta Giò Martinetto, presidente di Federalberghi – invoglierà i turisti a non trascorrere più le vacanze a Bordighera”.
”Bordighera diventerà come la Francia – aggiunge Martinetto –, dove l’imposta di soggiorno esiste ovunque con la differenza che il settore turismo in Francia è considerato come l’Industria. Ha tantissime agevolazioni, compresa quella di pagare bollette ridotte per l’utilizzo della luce”.
"Non facciamo paragoni scomodi con la Francia – ribatte Ezio Formosa, presidente di Confcommercio –. In Italia ci viene applicata un’Iva del 10%, in Francia del 5%. E’una legge iniqua a livello nazionale. In Francia poi si programmano progetti a vent’anni per il turismo: qui sene sono dimenticati".





