Politica - 06 aprile 2011, 09:31

Imperia: caso Museo Terruzzi, PD "Giovanni Bosio si deve dimettere dal consiglio provinciale"

Il gruppo provinciale del Partito Democratico chiede le dimissioni dal consiglio provinciale per l'ex sindaco di Bordighera Giovanno Bosio. Al centro della vicenda la mancata copertura finanziaria del Museo Terruzzi.

Il capogruppo del Pdl Giovanni Bosio

Il capogruppo del Pdl Giovanni Bosio

 

Richiesta di dimissioni dal consiglio provinciale, per l'ex sindaco di Bordighera Giovanni Bosio, da parte del gruppo del Partito Democratico. "Non bastassero  le evidenti responsabilità, quantomeno oggettive dell’ex  Sindaco Bosio nella triste vicenda dello scioglimento per infiltrazioni mafiose del Comune di Bordighera - dicono dal Pd - ci tocca ora anche  fare i conti con atto, molto grave,  che rischia seriamente di compromettere tutto il lavoro e tutte le risorse spese per la realizzazione del Museo Terruzzi, nei locali di Villa Regina Margherita, a Bordighera".

La critica del partito d'opposizione riguarda, infatti, la copertura finanziaria per la gestione della struttura considerata una delle scommesse, non solo culturali ma anche turistiche, per Bordighera. "Si tratta della mancata previsione da parte dell’ex Giunta Bosio - precisa il capogruppo Riccardo Giordano - delle risorse economiche necessarie a coprire i costi di gestione del Museo, la cui inaugurazione,  prevista per il 21 maggio, rischia seriamente di saltare e con essa anche l’importante accordo con la famiglia Terruzzi. Il museo  è stato infatti interamente  realizzato con risorse  della famiglia Terruzzi, che ha  investito oltre cinque milioni di euro per il restauro della Villa e ha messo a disposizione, in comodato gratuito trentennale, opere d’arte per un valore stimato in oltre 50 milioni di euro".

La Provincia di Imperia e il Comune di Bordighera, per contro,  si sono impegnati formalmente a farsi carico dei costi di gestione, non coperti dagli incassi del Museo, quantificati in complessivi  € 550.000 di cui € 200.000 a carico della Provincia e € 250.000 a carico del Comune di Bordighera. "Malgrado le numerose sollecitazioni avanzate all’allora Sindaco e consigliere provinciale Bosio, capogruppo del PDL in consiglio, da parte di dirigenti e politici provinciali - incalza il Partito Democratico - non esiste agli atti del Comune di Bordighera  neanche una delibera di indirizzo che permetta agli attuali  Commissari Prefettizi di ottemperare agli impegni in allora assunti. E’ paradossale che il capogruppo in Provincia del Popolo delle Libertà, che continua tranquillamente a mantenere la sua carica di consigliere malgrado l’onta dello scioglimento per mafia del Comune da lui guidato,  Sindaco della città che beneficia degli ingenti investimenti realizzati dalla Regione Liguria e dalla Provincia di Imperia, non abbia trovato il tempo, forse perché distratto da altre questioni, per onorare gli impegni assunti e rispettare l’accordo siglato tra Provincia e Comune di Bordighera. Non ci venga a dire il consigliere Bosio - prosegue il Partito Democratico - che la colpa è del Ministro Maroni che ha proposto lo scioglimento del Consiglio Comunale  o del Presidente Napolitano che ne ha firmato il decreto, perché l’ex Sindaco ha avuto tutto il tempo a disposizione per assumere gli impegni di spesa necessari, impegni  resi tanto più urgenti quanto condizionati proprio dall’esistenza del procedimento ministeriale sulle infiltrazioni mafiose  e dal suo possibile esito". 

"Non ci venga neppure ad accusare, il consigliere Bosio, di strumentalizzare questa situazione perché quella che gli viene imputata è una responsabilità politico-amministrativa chiara, evidente che ha già prodotto seri danni all’ente Provincia e rischia di produrne di irreparabili se è vero, come è vero,  che la famiglia Terruzzi ha  già paventato la volontà, in caso di mancato rispetto dei patti,  di disimpegnarsi totalmente con Provincia e Comune  e trasferire il materiale per il Museo a Milano, oltre, ovviamente,  a chiedere un milionario  rimborso alla Provincia  per le migliorie apportate alla Villa. Tutto questo per colpa dell’ex giunta comunale capeggiata dal consigliere Bosio, attuale capogruppo del PDL in consiglio provinciale. Se c’è ancora un minimo di logica politica, poiché di etica politica, in Italia, non si può più parlare - conclude il Pd - ci aspettiamo che  di fronte a tali e tante responsabilità, si trovi il coraggio e  la dignità di fare le scelte necessarie".

Federico Marchi

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