Al Direttore - 25 marzo 2011, 09:25

Canile Lager a Sanremo? La risposta "Non è una struttura nuova ma è curata con passione ed amore!"

Le parole di Massimo Pigoni, commissario straordinario dell'Enpa.

Le foto del canile di Sanremo

Le foto del canile di Sanremo

Massimo Pigoni, commissario straordinario dell’Enpa (sezione di Imperia) ci ha scritto (inviandoci anche una serie di foto) per rispondere ad un articolo pubblicato venerdì scorso sul settimanale ‘La Riviera’:

“Il terreno dove sorge il canile è frutto di una donazione avvenuta negli anni ‘60 e, in quel periodo l’esigenza era trovare un rifugio a tutti i costi per salvare i randagi che altrimenti sarebbero stati abbattuti. Ovvio, quindi, che alcune carenze strutturali si trascinano nel tempo ma, in ogni caso i cani sono sempre stati accuditi amorevolmente e professionalmente. Io sono arrivato come Commissario della sezione a marzo dello scorso anno, non perché i cani fossero in qualche modo maltrattati, ma semplicemente perché la sede aveva grossi problemi economici, e problemi legati a gli organismi di gestione. La soluzione più semplice per l’Enpa sarebbe stata la chiusura del rifugio e la vendita degli immobili, con cui avremmo potuto finanziare altri progetti. Inutile dire che canile modello potremmo realizzarlo ad esempio in pianura padana o nel basso Piemonte o al sud con i soldi di terreno ed immobili a Sanremo. Però, visto il buon lavoro e l'amore di chi si occupava del canile abbiamo deciso di seguire la via più difficile: ENPA nazionale ha approvato uno stanziamento vicino ai 100.000 euro per portare il canile di Sanremo agli standard ENPA. I nostri canili hanno una certificazione che noi stessi abbiamo realizzato e che viene certificata da una società esterna (RINA), che è punto di riferimento per tutti. Non a caso molti Comuni che realizzano in proprio i canili ci chiedono consulenza su come realizzarli. A questo punto abbiamo iniziato gli incontri tra il Comune e la ASL e il nostro staff di progettazione che è composto non solo da Architetti ed Ingegneri, ma anche da esperti (docenti Universitari, come il Prof. Albonetti) in benessere animale, per mettere a punto il progetto che a causa della situazione orografica sta dando qualche problema in più rispetto al previsto. Nel frattempo il canile ha continuato a fare il suo dovere, facendo adottare una media consolidata di 80 cani all’anno (media che non si raggiunge per caso) e questo senza dare i cani a chiunque ma seguendo e orientando le scelte. Curando i cani attraverso una convenzione che prevede la presenza di un veterinario due volte la settimana, più le emergenze, più gli interventi per cui i cani vengono portati nell’ambulatorio. Il canile è aperto tutti i giorni al pubblico, e solo recentemente abbiamo dovuto limitare (limitare non abolire) le uscite dei nostri protetti che avvenivano a cura dei volontari, ma che riprenderemo appena i lavori di ristrutturazione ci consentiranno di effettuarle nel rispetto del diritto alla tranquillità del vicinato. La pulizia e la cura degli animali in considerazione delle difficoltà strutturali è garantita da un rapporto uomo animale tra i più alti d’Italia, 6 addetti per 140 cani che è il numero che ospitiamo con regolare autorizzazione sanitaria. Noi non abbiamo foto ingannevoli e lo stato di salute dei nostri animali che ci fa da testimone”.

Carlo Alessi

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