Politica - 10 marzo 2011, 17:33

Bordighera, in arrivo tre commissari. Al voto non quest'anno ma come minimo nel 2012. Possibile ricorso al Tar

Dovranno trascorrere almeno 12 mesi di commissariamento, secondo le norme che disciplinano lo scioglimento dei consigli comunali per infiltrazioni mafiose, prima che Bordighera possa eleggere una nuova amministrazione comunale. In arrivo tre commissari prefettizi. Bosio rimane in carica in Provincia.

L'ormai ex sindaco di Bordighera Giovanni Bosio

L'ormai ex sindaco di Bordighera Giovanni Bosio

Non andrà al voto nel prossimo mese di Maggio il Comune di Bordighera. Il commissariamento, seguente al decreto di scioglimento del conaiglio comunale, durerà almeno un anno La disciplina in merito allo scioglimento delle amministrazioni locali per infiltrazioni mafiose prevede, infatti, che gli effetti proseguano “per un periodo da dodici a diciotto mesi prorogabili fino ad un massimo di ventiquattro mesi in casi eccezionali”. Quindi la città delle palme andrà al voto, come minimo, nel 2012 quindi alla data della sua naturale scadenza. A Bordighera dovrebbero ora arrivare tre commissari prefettizi. Nel decreto di scioglimento, infatti, viene contestualmente nominata una commissione straordinaria per la gestione dell'ente. La commissione è composta di tre membri scelti tra funzionari dello Stato, in servizio o in quiescenza, e tra magistrati della giurisdizione ordinaria o amministrativa, che rimangono in carica fino allo svolgimento del primo turno elettorale utile. 

In realtà il consiglio comunale di Bordighera ha la possibilità di fare ricorso contro questo scioglimento. La norma prevede, infatti, garanzie giurisdizionali con un ricorso al TAR in primo grado ed al Consiglio di Stato in grado d’appello. Nessun problema, invece, per i singoli amministratori che, non indicando il decreto responsabilità personali, hanno la possibilità di ricandidarsi, così come Bosio può rimanere in carica come consigliere provinciale. 

Ma cosa scrive la relazione della Direzione Nazionale Antimafia? Secondo quanto riporta l’agenzia Ansa i Carabinieri scriverebbero di alcune ‘stranezze Amministrative’, che però non sarebbero mai sfociate in profili di reato veri e propri. Nella relazione viene segnalata la presenza di tre membri della famiglia Pellegrino che vengono descritti come referenti della cosca Santaiti-Gioffrè ed interessati all'apertura di alcune sale slot. Nella relazione si accennerebbe anche al ‘voto di scambio’ ed ai finanziamenti elettorali, contropartita per i ‘mini casinò’. Si parla anche di intercettazioni telefoniche e ambientali che confermano rapporti tra imprenditori e malavitosi e tra imprenditori e politici che sono sotto indagine. Le minacce verso Assessori e Consiglieri sarebbero arrivate proprio per la mancata apertura delle sale slot. Nella relazione dei Carabinieri si parlerebbe anche di un ‘politico del ponente ligure’ che avrebbe ricevuto un finanziamento indiretto di circa duecentomila euro.

Federico Marchi

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