A poco più di 24 ore dell’apertura ufficiale del 61°Festival della Canzone Italiana prove generali per i big, eccezionalmente a porte aperte, al teatro Ariston. Fuori tanta gente accalcata e un gran rumoreggiare. Dentro assoluto silenzio, i tecnici invitano a sedersi, inizia la simulazione dello spettacolo.
Si comincia con l’inossidabile Luca Barbarossa insieme alla sensuale voce spagnola di Raquel Del Rosario. Melodia orecchiabile con un ritornello ripetitivo che si può canticchiare già dopo il primo ascolto. Molto piacevole il duetto, due voci “compatibili” legate in questo brano romantico.
Dopo di loro sale sul palco la “saltellante” Anna Tatangelo, vestita da pittrice con un basco nero in testa. La canzone inizia con la frase “c’è una ragione di più”, ma il motivo assomiglia vagamente ad una canzone di Battisti “Amarsi un po’”. Anche in questo pezzo si riconosce lo zampino del compagno D’Alessio.
E’ la volta di Al Bano, vestito come un tenore, del resto la voce ce l’ha, esuberante e sorridente esegue il suo pezzo senza sbavature. Melodia orientaleggiante per lui, in tema con le parole della canzone. La sua esibizione è seguita con molta attenzione dal figlio, Alano Jr, seduto in platea eccezionalmente solo per oggi “Il Festival vero e proprio – mi confessa – lo potrò seguire solo in tv purtroppo!”
Arriva Giusy Ferreri in versione rockettara, vestita in pelle nera con alti stivaloni. Il suo timbro di voce è inconfondibile e assolutamente inimitabile. Il pezzo, però, non convince al primo ascolto.
Questo Festival segna il grande ritorno sulle scene di uno storico gruppo degli anni 90, La Crus. Il loro è davvero un pezzo di altri tempi, una melodia anni 60, simpatica e molto orecchiabile. Quasi alla fine del pezzo una sorpresa, una splendida voce da soprano chiude con una serie di strabilianti vocalizzi.
Da “Amici” con furore ecco spuntare la “panterona” Emma con i Modà o se preferite i Modà con Emma. Il leader del gruppo ha davvero una voce ed una estensione vocale eccezionali, non per niente i loro concerti hanno riempito i palazzetti dello sport. Un duetto ben armonizzato, le loro voci si “trovano” perfettamente, ma la canzone è una di quelle che non ti rimane al primo impatto.
Dopo Amici per “par condicio” tocca ad X Factor e a Nathalie. Il pezzo è scritto da lei che con cappottone e stivaloni si siede al pianoforte. Bella voce senza dubbio, ma la melodia è un po’ difficile, forse complessa da ricordare dopo solo un’esecuzione, ma il 50% del voto sarà dell’orchestra che questi pezzi li sta già masticando da un bel po’.
Entra la bellissima e sempre giovanissima, anche nel look, Anna Oxa. Maglia e scarpe rosa shocking e pantaloni verdi quasi fosforescenti. Grande interpretazione come al solito, esplode la sua gran voce nel ritornello, anche se a volte dà l’impressione, soprattutto nel finale, di tirare troppo le corde vocali.
16 anni dopo ecco ripresentarsi Max Pezzali, dimagrito forse, ma vestito sempre casual con maglioncino marrone e jeans. Volto disteso e sereno canta il suo pezzo: bello non c’è che dire, è senza dubbio nelle sue corde, come sempre ritmato e molto orecchiabile e radiofonico.
Arriva anche il “capitano” come è stato soprannominato oggi in conferenza stampa. Gianni Morandi, di nero vestito, si siede in prima fila, ascolta con attenzione, sale sul palco per salutare i “suoi” artisti scherza con loro, si consulta con i maestri dell’orchestra e con il coro, poi si ferma in angolo del palcoscenico, quasi nascosto, come se volesse capire meglio cosa accadrà da domani sera.
Tocca a Tricarico, si riconosce subito la sua incontenibile pettinatura. Canta a braccia conserte. Il suo è un inno all’Italia Unita, il ritmo è simili ad una marcia di soldati ed infatti le immagini che vengono proiettate sono quelle dei soldatini di legno e dell’immancabile “Tricolore”.
Davide Van De Sfros. La canzone in dialetto laghee associato ad un ritmo messicano, molto coinvolgente. Forse un po’ atipico per il Festival della Canzone Italiana, ma sicuramente originale. Senza dubbio scuoterà la platea che non potrà fare a meno di “battere il ritmo”.
Arrivano Luca e Paolo, anche loro si siedono in prima fila “almeno oggi preferiamo essere spettatori” dicono scherzosamente.
Senza sosta si susseguono i protagonisti di questa edizione, ma arriva il professore Roberto Vecchioni e scatta l’applauso. L’aspetto è un po’ invecchiato, forse, ma il cuore è sempre giovane e il suo brano è a dir poco “interessante”. Una splendida poesia che è un inno all’amore contornata da una bella melodia, coinvolgente, toccante e senza dubbio già emozionante al primo ascolto. Alla fine è una standing ovation per lui da parte dei giornalisti presenti in sala: quasi un primo della critica già vinto prima di cominciare.
Un abbraccio con Morandi conclude in bellezza la sua prova.
Dopo di lui una colonna del festival. Occhiali da sole, aria svampita, la sua prima preoccupazione salendo sul palco è stata “il gobbo” che come sappiamo è sempre stato per lei indispensabile sul palco. Patty Pravo porta a Sanremo una bella canzone “L’amore e le rose” in tema con le manifestazioni di questi giorni. L’interpretazione c’è, ma la voce lascia un po’ a desiderare. Ma è un mito della storia della musica italiana ed a lei tutto è permesso.
Ultimo, ma non per merito, è Luca Madonia in coppia con un altro maestro della musica italiana Franco Battiato che entra però in scena quasi alla fine della canzone e si siede al pianoforte. Un interpretazione sentita, un pezzo che lascerà il segno anche se non vincerà Sanremo. Terminata la prova Battiato dedica un “accordo” a Morandi che lo raggiunge al pianoforte e lo saluta calorosamente.
Le prove sono terminate, Morandi si sofferma qualche secondo sul palco, si guarda intorno e alza gli occhi al cielo quasi a voler memorizzare tutto prima che il sipario si alzi.





























