In consiglio regionale è stata discussa l’interrogazione (scaricabile cliccando QUI) di iniziativa del consigliere Giancarlo Manti e Sergio Scibilia, sulle volumetrie del capannone destinato alla cantieristica nel Porto di Imperia. Il consigliere del partito democratico chiede l’impegno da parte della Regione affinché prendendo atto dell’evolversi delle inchieste giudiziarie relative al porto turistico, si cerchi di non ritardare la conclusione dell’opera; che costituirebbe un danno immediato per la cittadinanza, con il rischio di far saltare il rilancio degli incentivi occupazionali che passano attraverso le nuove attività produttive per la cantieristica navale.
“La questione è sotto gli occhi di tutti - dichiara Manti - perchè il capannone rappresenta tutto quello che non andava fatto da un punto di vista amministrativo politico e paesistico–ambientale. Sulla base dell'inadempienza del Comune, il quale ha approvato la variante che si è dimostrato un abuso perché prevedeva circa 5.000 metri cubi in più rispetto al progetto originale su suolo demaniale, ho chiesto con forza alla Regione e agli assessori all’ambiente e all’urbanistica, di mettere in campo tutte le azioni necessarie per monitorare in modo costante la situazione. L’assessore all’urbanistica Marilin Fusco ha fatto il punto sulla vicenda e,nella risposta ha confermato la volontà da parte della Regione affinché il manufatto venga riportato alle condizioni originarie". Il consigliere Manti esprimendo la propria soddisfazione per la risposta sottolinea: "Il capannone rappresenta il simbolo da dove è partito il processo che ha portato alla revoca della concessione demaniale alla Porto di Imperia Spa, a dimostrazione che i procedimenti debbano essere fatti nella trasparenza e nel rispetto della legge".





