Al Direttore - 13 gennaio 2011, 15:28

Triora: alcuni residenti di Monesi chiedono l'intervento del presidente della provincia Sappa

Lettera aperta di diverse persone al presidente della provincia Luigi Sappa per dare alla località il necessario aiuto per la valorizzazione della stagione invernale.

Triora: alcuni residenti di Monesi chiedono l'intervento del presidente della provincia Sappa

"Fine Novembre/inizio Dicembre 2010, uno  spettacolo meraviglioso: ha nevicato per  diverse ore a Monesi, una vera nevicata, neve soffice che con il passare del tempo ha ricoperto  la montagna della veste invernale che le è propria, creando quello che fra gli sciatori è chiamato fondo, importantissimo per garantire l’intera stagione sciistica. Ma alcuni giorni dopo le temperature salgono… una nuova perturbazione apporta vento tiepido e pioggia, fa fondere la neve e scivolare via ciò che avrebbe garantito la stagione sciistica; E’ vero che contro i fenomeni  naturali spesso si può far poco , ma in  casi simili il poco è prezioso. Nell’occasione  nessuno, quando era il momento, si è preoccupato  di iniziare la preparazione delle piste con i mezzi come ogni  buon operatore della neve  sarebbe tenuto a fare: per forza!, in quel periodo , e parliamo dei primi giorni di Dicembre!, la stazione  non disponeva neppure  del mezzo battipista a servizio della nuova seggiovia, mentre i mezzi appartenenti alla Società che da anni opera in loco rimanevano inspiegabilmente fermi! Gli arbusti secchi, retaggio dell’estate, alti alcune decine di centimetri, non erano neppure stati tagliati e continuavano a far “bella” mostra di sé laddove avrebbero dovuto esser tracciate le piste. Con gli opportuni  strumenti e competenze, si sarebbe  conservato, in buona parte, ciò che c’era . Non è tutto! Successivamente si registrano giorni caratterizzati da temperature polari, fino a -10°/-11°, situazione ideale per la produzione di neve programmata, cosa che, come noto, oggi avviene ovunque, anche nelle più remote  realtà del panorama sciistico. Anche Monesi, nel corso  dell’inverno scorso, aveva beneficiato di un paio di generatori di neve  quando necessario.  Così operando, tutte le realtà vicine, anch’esse penalizzate da una transitoria situazione difficile, riescono ad avviare la stagione. A  Monesi non si fa nulla, si confida unicamente nella buona sorte. Lunedì 27 dicembre: le seconde case dei non pochi affezionatissimi di Monesi iniziano a riaprirsi e così nei giorni a seguire. Tutti con grande stupore vedono che nonostante tutto la neve c’è e soprattutto che la strada ex militare che collega Monesi a Limone è tutta innevata di neve  soffice e farinosa, circa  un metro  viene misurato alle quote medio-alte della montagna(zona Ubaghetto)! Il giorno 30 Dicembre è addirittura possibile lo svolgimento di una “cronoscalata” sci alpinistica con partenza dalla base degli impianti! Ma tutto intorno è immobile, come addormentato in non si sa quale letargo. Gli arbusti sono sempre al loro posto, nessun “cannone”, diversamente dallo scorso anno, spunta ad  integrare la neve  presente, nessuno si adopera   per  garantire  corridoi utili a  scendere gli ultimi metri a valle  e per garantire la risalita verso le piste più alte dove il manto  è abbondante e tutto naturale; sembra uno scenario d’ altri tempi, quando ancora si guardava il cielo e si sperava che il Colonnello  Bernacca, annunciasse  neve in arrivo! Gli impianti di risalita sono chiusi… chiusa la seggiovia, eventualmente utilizzabile per raggiungere la sciovia Plateau in quota o come base per escursioni sci alpinistiche o anche solo per ammirare il paesaggio, chiusa ovviamente la sciovia Plateau … Dove è la falla? Andando oltre l’evidente attuale  impreparazione e noncuranza, fenomeno peraltro  preesistente e persistente da molti anni, si sussurra di incomprensioni e mancati accordi fra l’Amministrazione Provinciale ed i proprietari dei terreni su cui insistono le piste; non è nostro compito né diritto stabilire e giudicare responsabilità. Il risultato è però sotto gli occhi di tutti, la stazione sciistica chiusa, l’impianto di risalita finanziato con soldi pubblici  fermo per tutte le vacanze natalizie, l’immagine della località, a dispetto dei proclami di rilancio, sempre più compromessa con tutte le conseguenze del caso. La presente quindi vuole essere un’accorata richiesta di un suo intervento per risanare questa grossa falla, per restituire ad un territorio unico la dignità che merita, un montagna meravigliosa a 45 minuti dal mare. Chiediamo questo come  singoli cittadini e contribuenti che amano questa parte della Liguria e della Sua provincia".  

Direttore

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