“Un caldo invito all’Amministrazione ed a Casino SpA perché accrescano il loro impegno ad accelerare i tempi su redazione e attivazione del piano degli investimenti e perché diano maggiore coerenza sul piano degli interventi già programmati, per scongiurare l’emergere di nuove minacce (leggasi video lotterie) per la stabilità finanziaria”. E' questa l’esortazione di Roberto Spina (segretario sanremese Ugl case da gioco) nel corso dell’intervista esclusiva concessa al nostro giornale.
Perché questa esortazione che sembra un allarme? “La tensione è alta perché il rischio certo che attraverso la legge di stabilità (la vecchia finanziaria) in discussione il legislatore per trovare la copertura finanziaria vari nuovi bandi per oltre 200 licenzi giochi online e assegni a circa 2.000 agenzie di scommesse nuove concessioni per gli apparecchi di intrattenimento a cui si aggiungeranno le misure contro l’evasione fiscale e la raccolta illegale di giochi scommesse in poche parole un pacchetto da un miliardo di euro. Questa materia è uno dei principali punti della discussione tanto da essere riportato ed evidenziato anche da ‘Il sole 24 Ore’ il giornale di Confindustria e dai siti specializzati tra cui l’informatissimo gioconews".
"Nel 2009 con il gioco d’azzardo nelle casse dello Stato sono entrati circa 54 miliardi e le previsioni per il 2010 sono di 60 miliardi come si fa non avere grandi sono le preoccupazioni per i sviluppi futuri - commenta come un fiume in piena Roberto Spina - lo scenario in cui operiamo è molto complesso e mutevole , il quadro occupazionale manifesta segni di forte deterioramento (tutti i casinò hanno utilizzato lo strumento dell’ incentivo all’esodo, alcuni hanno adottato lo strumento della mobilità e hanno licenziato ed altre case da gioco addirittura hanno chiuso i battenti questa situazione rende incerte le prospettive di ripresa, che ci sarà, ma rimane in termini di orizzonte temporale, indeterminata. Sarebbe quindi un errore sottovalutare gli effetti distruttivi ancora presenti per l’andamento negativo dello sviluppo economico che genererà effetti distruttivi in tutti i settori legati al turismo,alle attività commerciali e dei livelli occupazionali, in gioco c’è il futuro dell’intero sistema produttivo, di cui intere parti rischiano di morire abbiamo urgente bisogno di un segnale forte ed inequivocabile”.
Durante una seduta di Consiglio comunale da più parti si è richiesto l’intervento delle OO.SS. e che le stesse diano il loro contributo con suggerimenti voi siete pronti a darli? “Premesso che il sindacato non intende co-gestire l’azienda e tantomeno condizionare le scelte dell’Amministrazione e della Casinò SpA ma bensì svolgere il mandato assegnato che è quello di tutelare i redditi dei lavoratori e, proprio per tali motivi è bene ricordarlo , ha sempre dato il proprio contributo. Detto questo, bisogna però tenere conto che quando Il comune di Sanremo ha promosso la costituzione di una Società per azioni a totale partecipazione pubblica denominata Casino S.p.A. che assumeva quale proprio oggetto sociale:
- la gestione della Casa da gioco di Sanremo; lo sviluppo di tutte le attività, interne ed esterne, conseguenti e strumentali relative alla suddetta gestione, ivi compresa la promozione e l’attuazione di ogni iniziativa idonea ad incentivare lo sviluppo della casa da gioco e degli specifici obbiettivi di gestione; la qualificazione professionale del personale dipendente;
- lo sviluppo dell’indotto economico e turistico locale fatta questa premessa riguardo i suggerimenti richiesti non abbiamo nessun problema a dire sull’argomento qual’è il nostro pensiero.
Qual'è il vostro pensiero? Spina risponde con una serie di punti:
- "Proiettarsi nel futuro facendo tesoro del passato per il rilancio e l’ottimizzazione delle strategie di sviluppo della Casa da Gioco non servono più misure tampone il Consiglio comunale discuta e approvi un nuovo disciplinare contenente anche le linee guida. Tecnicamente, questo risultato si può conseguire destinando ,sull’esempio di S.Vincent, il 90 per cento degli introiti, rispetto al 63 per cento previsto per il 2010 (59 per cento nel 2009) e, conferendo azioni e beni, mobili e immobili alla Casinò Spa.
- Se vogliamo che la più importante azienda della provincia possa proseguire la sua attività anche in futuro bisogna superare le attuali difficoltà e la nostra organizzazione sindacale ritiene che gli attuali ‘asset’ patrimoniali e delle relazioni contrattuali esistenti devono essere modificati per permettere alla casa da gioco di effettuare investimenti necessari esprimendo così le sue potenzialità.
- Alla Casa da gioco necessitano strutture aggregate per poter esprimere le sue potenzialità e, d'altra parte, trova, nel, una condizione essenziale per operare. I risultati attesi dall'operazione riguardano il miglioramento della gestione degli 'asset' patrimoniali e delle relazioni contrattuali oggi esistenti fra Casinò e Comune, la razionalizzazione e un più elevato coordinamento dei
reciproci piani di attività, nonché una maggiore rapidità rendendo più agevole la gestione unitaria dei significativi piani di investimento – che devono essere in larga parte convergenti - programmati per i prossimi anni. Così facendo, infatti, si assemblano, sotto un'unica 'cabina di regia', gioco, intrattenimento, ospitalità e congressistica, in una logica integrata ormai imprescindibile, come dimostrato da alcuni casi specifici in Europa e non, per complessi in cui un Casinò rappresenta il principale atout dell'offerta con l'obiettivo di andare verso una razionalizzazione per rilanciare la Casa da gioco.
- Il nostro sindacato rimane combattuto perché da un lato permane una
situazione di criticità, dall'altra però vediamo il tentativo positivo di dare un colpo di spugna al passato e di andare a operare seriamente verso un vero rilancio del casinò, così da invertire la rotta e assumere un ruolo importante come lo era per il passato: un’idea? una struttura alberghiera potrebbe diventare il motore della Casa da gioco perché crediamo nella possibilità di rilancio.
- La domanda da porsi però è se questa operazione è compensata da delle utilità strategiche e di prospettiva a lungo termine. Non bisogna però semplificare troppo le cose. Infatti se la scelta è fatta al buio perché non si sa dove si andrà a finire non sono pensabili , serve un assetto societario che sia chiamato non solo a gestire, ma anche a fare da proprietario mantenendo la necessaria una distinzione dei ruoli occorre ragionare sulla situazione attuale. Bisogna avere delle idee e capire quale è il percorso che si vuole affrontare. L'offerta alberghiera, congressuale e del gioco deve essere rilanciata e la città deve fare la sua parte.
- Esultare per aver ridotto le spese con l’incentivo all’esodo (perdere costantemente personale passando dai 620 dipendenti agli attuali 320) sarà anche vero ma da una un'operazione come questa non è poi pensabile di rendere il miglior servizio alla clientela migliori, anzi, occorrerà mantenere l'occupazione e semmai riqualificare il personale.
- Nonostante la situazione generale molto difficile si continua a puntare il dito accusatorio sul costo del personale dei giochi tradizionali che sarebbe elevato se paragonato alla resa in termini di incasso. L’organizzazione sindacale a cui appartengo ritiene che sul settore ‘fiore all’occhiello’ di un vero casinò (se non si vuole diventare una semplice sala slot dove si svolgono alcuni giochi) devono essere investite ulteriori risorse ,magari pensando se è stato fatto il possibile, seguendo dei principi condivisi da tutti”.
Quindi quali soluzioni? “Occorre grande impegno,da parte da chi ha responsabilità politiche,compito della politica- conclude Spina- è operare scelte sulle priorità alle quali destinare e calibrare le risorse disponibili con una corretta collocazione delle stesse. Nel caso del casinò occorre saper discernere se alcune voci di spesa devono essere drasticamente ridotte, tenendo ben presente però che in alcuni casi le risorse devono al contrario essere incrementate”.





