Il contratto collettivo nazionale di lavoro per i dipendenti dei quattro casinò italiani, uno dei temi di grande importanza discusso il 27 ottobre dal coordinamento nazionale delle case da gioco dell’Ugl, che ha riunito a Milano gli stati generali torna di attualità.
Se nell'incontro milanese, indetto dal segretario nazionale Terziario Giancarlo Bergamo (presenti le delegazioni di Sanremo, Saint Vincent, Venezia e Campione), si era discusso tra gli altri: dell’analisi della situazione dei casinò italiani e delle prospettive future, lo sviluppo delle relazioni sindacali con le controparti e una maggiore tutela per i lavoratori del settore e di contratto nazionale con l’impegno della ricerca di quell'unitarietà sindacale fondamentale per procedere a quel confronto cui l’Ugl si è dichiarata aperta e pronta.
Su questo tema, ritenuto di grande importanza, si attivano le altre sigle sindacali. L’iniziativa parte dalla rappresentanza sindacale unitaria del Casinò di Campione che ha indetto una due giorni di lavori per discutere sul futuro delle case da gioco tricolori e soprattutto sulle prospettive per i loro dipendenti analizzando inoltre la situazione di ogni casinò e delle operazioni che ognuno di essi sviluppa; con particolare attenzione ai nuovi giochi e alle nuove tecnologie. Nell’enclave campionese, si danno appuntamento i rappresentanti sindacali dei quattro casinò italiani: all'ordine del giorno il confronto su vari temi di interesse comune e le similitudini (o differenze) del modo di operare dei gestori. Le date dovrebbero essere quelle del 24 e 25 (anche se l’incontro potrebbe slittare al 29 novembre, ndr) e, e non mancheranno molti temi spinosi e rimasti da tempo in sospeso.
Tra le tematiche da affrontare anche l’avvio di un confronto con i rappresentanti sindacali degli altri tre casinò e il tentativo di scrivere alcune regole per quel contratto collettivo nazionale (considerando la diversità delle realtà coinvolte o se sia invece sia da pratica la strada di pochi principi che siano letti quale minimo comune denominatore), che da molti anni è solo un sogno e il cui processo, che quest'anno sembrava essersi avviato e che, invece, ha portato all'attuale situazione di stand by interrompendosi con grande delusione da parte dei sindacati.





