"Gentile signor Moretti, ho letto con molta attenzione la vertenza aperta da un sindacato del casinò nei confronti dell'azienda caratterizzata da una lunga serie di scioperi a singhiozzo. Mi sa spiegare le ragioni della protesta? E quanto costa alla collettività?"
Risponde Gian Piero Moretti: "Le ragioni dello sciopero proclamato dallo Snalc si possono sintetizzare prevalentemente nella tutela e salvaguardia di tutta una serie di privilegi, che in tempi di vacche grasse, forse potevano anche essere giustificati. Ma non oggi, in pieno stato di crisi con il casinò in continuo calo di incassi. C'è una curiosità nello sciopero: non supera mai le tre ore cosicchè chi si astiene dal lavoro non si vede decurtato dallo stipendio neppure un centesimo. Incassa la stessa somma dei colleghi che non hanno scioperato. Quanto costa alla collettività lo sciopero dei croupier? Qualche giorno fa con soli 4 tavoli in funzione il Casinò stava vincendo una somma stimata intorno ai 65 mila euro. Poi, in seguito alle 3 ore di astesione dal lavoro, il casinò ha iniziato a perdere e, oltre ai 65 mila che vinceva ha perso qualche altra decina di migliaia di euro. Se si moltiplica la perdita per le giornate di sciopero, si ha un quadro più o meno valido del salasso provocato dai croupier in sciopero all'azienda e, di riflesso, alla città. E alle altre città che beneficiano di parte degli incassi del Casinò".





