La logica non c'è. Questa è la prima cosa da evidenziare. Ma alla CSAI hanno deciso di proporre il calendario del prossimo Campionato Italiano Rally senza la gara sanremese. Una decisione assurda, che a Roma motivano con il punteggio dei report degli osservatori. Il 1000 Miglia ha qualche centesimo in più, così rimane.
Il Sanremo, per l'assurdo sistema di rotazione, ereditato dal Mondiale Rally (Che ha iniziato a crollare nell'interesse anche grazie all'ingresso di gare senza nessuna storia), no. Ma anche nel Mondiale ci sono le eccezioni, vedi il Rally di Finlandia. Nel CIR no. I motivi devono essere trovati nella scomodità della gara sanremese per la Federazione. Il Rallye Sanremo, ha fatto la Storia sia a livello nazionale sia a livello internazionale del nostro sport. Il Rally di Sardegna, quello organizzato dalla CSAI e scelto dalla Federazione per prendere il posto del Sanremo nel Mondiale Rally, non è mai veramente entrato nel cuore dei tifosi e non ha mai convinto nel format della gara, nemmeno lo stesso ACI.
Quest'anno l'arrivo della gara sarda nell'IRC con 46 iscritti, contro i 125 della gara della Città dei Fiori, e quasi il triplo del budget speso per organizzarlo. Comunque per tutti, la gara più importante del nostro Paese, rimane il Rallye Sanremo. Il prossimo anno, magari, sarà il Sardegna, per la felicità dell'ACI. Dall'organizzazione non si sbilanciano, ma sembra che senza gli introiti derivanti dalle iscrizzioni che porta il campionato tricolore, sia difficile che la gara possa svolgersi.
La Federazione lo vorrebbe nel TRA, ma non se ne parla. Così, l'Italia potrebbe perdere l'IRC a favore dell'evento svizzero del Rally du Valais, che non aspetta altro. Adesso la decisione spetta all'Esecutivo nei primi giorni di novembre. Le speranze sono le ultime a morine, ma nulla promette bene.





