"Accanto ai dati statistici sulle previsioni di trecentomila lavoratori in meno nella Pubblica Amministrazione per effetto del mancato rimpiazzo del turn-over, andrebbero anche conteggiati il miliardo e duecento milioni di euro che viene speso nella miriade di consulenze che insistono nella stessa pubblica amministrazione".
Lo scrive la Uil, che prosegue: "La questione dell’efficienza e della qualità della pubblica amministrazione è innanzitutto un problema nostro che non a caso abbiamo posto al centro dell’iniziativa del 9 ottobre scorso per il taglio dei costi della politica, consapevoli che ci troviamo in un Paese dove si preferisce chiudere le Università e tenere aperte le Province. Occorre investire sui pubblici dipendenti pagandoli meglio, valorizzandone il merito, facendoli lavorare su servizi di qualità. Per questo, i proclami non servono ma occorre condividere l’obiettivo rispettando i ruoli di ciascuno e rifuggendo da politiche di tagli indifferenziati che sono l’esatto contrario della valorizzazione delle diverse necessità del servizio pubblico. C’è da augurarsi che riprenda un cammino utile di relazioni sindacali positive a tutti i livelli nella pubblica amministrazione, unica via per realizzare quella riforma della macchina amministrativa che tutti auspichiamo".





