Si è rivelata un flop la manifestazione organizzata per questa mattina, a Ventimiglia, contro la riforma dell’istruzione del ministro Mariastella Gelmini. Era stato annunciato come un appuntamento importante per far sentire la voce contro il provvedimento cosiddetto “razionalizzazione dell’istruzione”, che prevede ‘tagli’ per 8 miliardi di euro con riduzione del personale docente e non, il maestro unico, l’abbassamento dell’obbligo scolastico dai 16 anni ai 14, i finanziamenti alle strutture private e il voto in condotta. Sul piazzale del Resentello, invece, contrariamente alle attese, si sono presentati in 30 tra insegnanti e genitori.
Amareggiata per la scarsa presenza, soprattutto degli studenti, la Vicepresidente dell’Assogenitori Debora Murante che ha spiegato: "Non c’è aderenza e questo è il dato più sconfortante. Ci aspettavamo almeno la partecipazione dei ragazzi ma purtroppo non è così. I genitori ormai sono rasseganti, ma bisogna che sappiano che la rassegnazione è un brutto ‘cancro’ nella società. L’Assessore Regionale Rossetti ha lanciato l’allarme mettendo in guardia contro i due anni in meno che gli studenti avranno alla fine della carriera scolastica. Il sistema scolastico non può andare avanti così – tuona la Durante – è ora di alzare la testa. Non è assolutamente vero che non c’è niente da fare, dobbiamo reagire. Il governo fa le sue leggi e sta a noi fare sentire la nostra voce".
Al termine del breve comizio, i manifestanti hanno deciso comunque di sfilare per le vie del centro in maniera pacifica, non occupando, tuttavia, la strada, in modo da non creare problemi alla viabilità.












