"Leggo con piacere che il PD Imperiese ha preso posizione sulla gestione pubblica dell'acqua. Preciso che circa un anno fà il PSI prese tale posizione ed io presentai un OdG Al Consiglio Comunale di Sanremo approvato all'unanimità". A scrivere è il consigliere comunale di Sanremo Eugenio Nocita che allega la lettera contenente l'ordine del giorno del 23 novembre 2009.
"Oggetto: presentazione di ordine del giorno urgente per il Consiglio Comunale di Sanremo
IL CONSIGLIO COMUNALE di SANREMO riunitosi il giorno presso la consueta Sala nel Palazzo Comunale
PREMESSO
Che nel 1995 Ismail Serageldin, vice presidente della Banca mondiale, fece una previsione sulle guerre del futuro che ha avuto grande risonanza: 'Se le guerre del Ventesimo secolo sono state combattute per il petrolio, quelle del Ventunesimo avranno come oggetto del contendere l’acqua'. L’acqua sulla Terra è il 40 per cento in meno di trent’anni fa e nel 2020 tre miliardi di persone ne resteranno senza;
RITENUTO che l’Acqua sia un bene primario e come bene per la vita generi nei cittadini un diritto che dovrebbe essere sancito in Convenzioni Internazionali ed essere recepito negli ordinamenti interni dei singoli Stati dovendolo considerare come uno dei diritti naturali dell’Uomo.
Conseguentemente ad ogni cittadino dovrebbe essere riconosciuta, da parte di ogni singolo Stato, il diritto ad avere assicurata una quantità minima di acqua secondo standard internazionalmente stabiliti;
CONSIDERATO che da ciò consegue la necessità di una politica che riconosca tale
Diritto e l’erogazione gratuita, per i soggetti a basso reddito, salvo stabilire tariffe adeguate per gli altri soggetti e per i consumi superiori agli standard minimi;
RITENUTO che la tutela di questo diritto si mantenga facendo restare in proprietà del Pubblico sia le fonti di produzione, ovvero ogni tipo di sorgente, sia la rete di trasporto e quella di distribuzione e che solo mantenendo nel pubblico la proprietà e la gestione dell’intero sistema saremmo in grado di riconoscere il diritto e la sua concreta fruibilità. Senza considerare poi che nel contesto del mantenimento della gestione pubblica, la spesa sostenuta dai cittadini per l’erogazione del servizio idrico andrebbe a beneficio dello stesso ente pubblico;
CONSIDERATO che privatizzando sarebbero inserite nelle bollette, e quindi sostenute come spesa dall’utenza, quote relative agli investimenti, il risultato certo sarebbe quello di un aumento delle tariffe. Inoltre, tale aumento porterebbe anche profitti ed i privati guadagnerebbero due volte: remunerazione del capitale investito e utili per le azioni possedute;
RITENUTO invece che, nell’ipotesi pubblica, alle spese di investimento si farebbe fronte con risorse generali ed in bolletta andrebbero unicamente le spese relative alla gestione oltre, naturalmente, a quelle relative ai consumi;
CONSIDERATO che uno dei modi per tutelare il potere d’acquisto di famiglie e cittadini sarebbe quello di contenere i costi delle tariffe, soprattutto evitando che siano gravate da costi impropri del tutto indipendenti dal costo di erogazione dei servizi;
RICORDATO che il Partito Socialista Italiano ha già preso pubbliche iniziative per la definizione di nuovi criteri di formazione delle bollette di servizi pubblici come luce, telefoni, gas, acqua (anche per evitare, tra l’altro, di pagare le tasse sulle tasse) e per l’applicazione concreta e semplificata di norme di trasparenza;
VALUTATO che la gestione pubblica della risorsa idrica consentirebbe – oltre al necessario standard qualitativo – il mantenimento di tariffe maggiormente contenute;
RITENUTO infine che, pur non esprimendo contrarietà in via di principio alla liberalizzazione dei servizi pubblici locali, il servizio idrico, per la sua natura di garanzia per il cittadino ad un bene primario ed essenziale, non possa che essere assicurato mantenendone una gestione pubblica.
TUTTO CIO’ PREMESSO
Impegna l’Ammistrazione e tutti gli Organismi Collegiali di questo Comune a farsi promotori di iniziative tese alla modifica del testo legislativo (Decreto Ronchi) approvato dalla camera dei Deputati il 18/11/09) e comunque ad adottare tutto quanto nelle proprie competenze per la tutela della gestione pubblica del ciclo delle acque".





