Politica - 23 ottobre 2010, 12:21

Sanremo: gestione acqua pubblica, nel novembre 2009 già un ordine del giorno di Eugenio Nocita

Sanremo: gestione acqua pubblica, nel novembre 2009 già un ordine del giorno di Eugenio Nocita

"Leggo con piacere che il PD Imperiese ha preso posizione sulla gestione pubblica dell'acqua. Preciso che circa un anno fà il PSI prese tale posizione ed io presentai un OdG Al Consiglio Comunale di Sanremo approvato all'unanimità". A scrivere è il consigliere comunale di Sanremo Eugenio Nocita che allega la lettera contenente l'ordine del giorno del 23 novembre 2009.

"Oggetto: presentazione di ordine del giorno urgente per il Consiglio Comunale di Sanremo

IL CONSIGLIO COMUNALE di SANREMO riunitosi il giorno presso la consueta Sala nel Palazzo Comunale

PREMESSO

Che nel 1995 Ismail Serageldin, vice  presidente della Banca mondiale, fece una previsione sulle guerre del futuro che ha avuto grande risonanza: 'Se le guerre del Ventesimo secolo sono state combattute per il  petrolio, quelle del Ventunesimo avranno come oggetto del contendere l’acqua'. L’acqua sulla Terra è il 40 per cento in meno di trent’anni fa e nel 2020 tre miliardi di persone ne resteranno senza;
RITENUTO che  l’Acqua  sia un bene  primario e come bene per la vita generi nei cittadini un diritto che dovrebbe essere sancito in  Convenzioni  Internazionali  ed essere recepito negli ordinamenti interni dei singoli Stati dovendolo considerare come uno dei diritti naturali dell’Uomo.
Conseguentemente ad ogni cittadino dovrebbe essere  riconosciuta, da parte di ogni singolo Stato, il diritto  ad  avere  assicurata una  quantità minima di  acqua secondo standard internazionalmente stabiliti;
CONSIDERATO che da ciò consegue la necessità di una politica che riconosca tale
Diritto  e  l’erogazione  gratuita, per i soggetti a  basso  reddito, salvo stabilire  tariffe adeguate per gli altri soggetti e per i consumi superiori agli standard minimi;
RITENUTO che la  tutela di  questo  diritto si mantenga  facendo  restare in proprietà del Pubblico sia le  fonti di  produzione, ovvero  ogni  tipo  di  sorgente, sia  la  rete di trasporto e quella di distribuzione e che solo mantenendo nel  pubblico la proprietà e la  gestione dell’intero sistema  saremmo in grado di  riconoscere  il  diritto e la sua concreta  fruibilità. Senza  considerare poi che nel contesto del mantenimento della gestione  pubblica, la  spesa sostenuta dai cittadini per l’erogazione del  servizio idrico andrebbe a beneficio dello stesso ente pubblico;
CONSIDERATO che privatizzando sarebbero inserite nelle bollette, e quindi sostenute come spesa  dall’utenza, quote relative  agli investimenti, il  risultato  certo sarebbe quello di un aumento delle tariffe. Inoltre, tale  aumento porterebbe anche profitti ed i privati guadagnerebbero due volte: remunerazione del capitale investito e utili per le azioni possedute;
RITENUTO  invece  che, nell’ipotesi  pubblica, alle  spese  di  investimento si farebbe fronte con risorse generali ed in bolletta andrebbero unicamente le spese relative alla gestione oltre, naturalmente, a quelle relative ai consumi;
CONSIDERATO che uno dei modi per tutelare il potere d’acquisto di famiglie e cittadini sarebbe quello di contenere i costi delle tariffe, soprattutto evitando che siano gravate da costi impropri del tutto indipendenti dal costo di erogazione dei servizi;
RICORDATO che il Partito Socialista Italiano ha già preso  pubbliche  iniziative per la definizione di nuovi criteri di formazione delle  bollette di servizi pubblici come luce, telefoni, gas, acqua (anche per evitare, tra l’altro, di pagare le tasse sulle tasse) e per l’applicazione concreta e semplificata di norme di trasparenza;
VALUTATO che la gestione pubblica della  risorsa idrica consentirebbe – oltre al necessario standard qualitativo – il mantenimento di tariffe maggiormente contenute;
RITENUTO infine che, pur non esprimendo contrarietà in via di principio alla liberalizzazione dei servizi pubblici locali, il servizio idrico, per la sua natura di garanzia per il cittadino ad un bene  primario  ed  essenziale, non possa  che  essere assicurato mantenendone una gestione pubblica.

TUTTO CIO’ PREMESSO

Impegna l’Ammistrazione e tutti gli Organismi Collegiali di questo Comune a farsi promotori di iniziative tese alla  modifica del testo legislativo (Decreto Ronchi) approvato dalla camera dei Deputati il 18/11/09) e comunque ad adottare tutto quanto nelle proprie competenze per la tutela della gestione pubblica del ciclo delle acque".

A. Gu.

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