Al Direttore - 22 ottobre 2010, 11:52

Sanremo: intitolazione stadio e scioperi al Casinò, il pensiero di una lettrice

Sanremo: intitolazione stadio e scioperi al Casinò, il pensiero di una lettrice

Una nostra affezionata lettrice, Domiziana Pagani, ci ha scritto per intervenire su due argomenti che vengono trattati sul nostro giornale on line: l'intitolazione dello stadio 'Comunale' e gli scioperi al Casinò:

"Mi dispiace toccare nella stessa missiva due argomenti così distanti, ma entrambi mi appassionano. Per prima cosa, vorrei esprimere la mia solidarietà alla famiglia Ventimiglia, per l'amarezza causata dalla memoria corta che hanno dimostrato gli sportivi sanremesi, papà Ventimiglia è stato un grande sportivo, ma anche un cittadino che ha contribuito al lustro Sanremese con un prestigiosissimo locale, non possiamo e non vogliamo dimenticarlo. E' però altresì vero che sportivi illustri Sanremo ne ha avuti tanti per cui credo che sia opportuno trovare la classica soluzione di compromesso che è tanto tipica dell'Italia nostra lasciamo allo stadio il nome di Comunale e mettiamo all'interno una serie di targhe o busti che ricordino tutti coloro che hanno calpestato l'erboso campo dando lustro e prestigio alla città.
Altro discorso il Casinò o Casino di Sanremo. Ho già detto più di una volta e lo ribadisco ancora: i signori dipendenti della casa da gioco dovrebbero vergognarsi. In un momento di crisi come questa per salvaguardare i loro miseri stipendi scioperano, creando ancora più problemi e disservizi alla casa da gioco, con la conseguenza di fare scappare quei pochi clienti che ancora  vengono a giocare. Forse questi signori dagli stipendi fantastici (invidia? Si!) non hanno ancora capito che è ora di finirla. Leggiamo oggi che in Francia, nella vicina costa Azzurra i Casino incominciano a chiudere e il rischio esiste anche per noi vista la situazione. Allora voglio vedere questi sindacalisti sempre pronti a pretendere e mai a comprendere anche loro in mobilità come i colleghi di Beaulieu. Siamo seri questo è il momento di dare una mano all'azienda non di pensare unicamente ai vostri stipendi, noi miseri dipendenti da 1000 euro al mese siamo stufi delle vostre rivendicazioni. Pensate che c'è gente a Sanremo che il lavoro neanche ce l'ha, che magari fa qualche extra nei ristoranti o negli alberghi che voi col vostro sciopero selvaggio contribuite a far chiudere per mancanza di ospiti. Credetemi questo è l'umore dei sanremesi che non lavorano o non hanno un parente che lavora nella casa da gioco. Siamo veramente stufi della vostra mancanza di sensibilità, pensate a lavorare e fate qualche cosa per la vostra azienda. Ricordate, una volta tanto, che è l'unica risorsa rimasta a Sanremo. Forse ha ragione chi sostiene che per risanare la situazione ci vorrebbe un bel gestore-biscazziere privato con la possibilità di licenziamento dei 'pesi morti'. Le rivendicazioni sindacali possono anche essere giuste, ma ogni tanto un po’ di misura e di consapevolezza non guasterebbe".

Carlo Alessi

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A GENNAIO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
SU