Giovanni di Imperia invia un suo pensiero sulla questione degli Autovelox.
"Fermo restando che condivido in pieno la linea di chi sostiene che riempire le nostre strade di autovelox, ma non contravvenire sul posto gli autori delle trasgressioni sia assai poco educativo anche se molto remunerativo... detto questo devo segnalare una situazione che, non più tardi di ieri, mi ha fatto capire quanto questo modo di gestire il controllo del traffico possa risultare in molti casi più pericoloso del pericolo che dovrebbe evitare. Per questioni di lavoro ho dovuto percorrere la via Aurelia da Bordighera ad Imperia (non lo facevo da anni). Fortunatamente mi sono informato prima sulla eventuale presenza di postazioni fisse di autovelox e mi è stato detto che, oltre a quello degli Aregai, ne avrei trovati altri 3 lungo la strada.
Praticamente, lungo un'arteria che presenta con una frequenza incredibile cartelli che segnalano il 'controllo elettronico della velocità' (quasi mai presente) e un continuo cambio di limite da 50 a 70 orari, posso dire di aver viaggiato più frequentemente con l'occhio al contachilometri e ai cartelli di segnalazione che non alla strada 'terrorizzato' dall'idea di potermi imbattere in una postazione autovelox alla 'folle' velocità di 60 km. l'ora e venire così sanzionato. Al giorno d'oggi le auto non sono più come quelle di una volta ed ormai anche un'utilitaria riesce a farti tenere a stento la terza marcia viaggiando al di sotto del limite dei 50 all'ora. Possibile che si pretenda di far viaggiare un automobilista in seconda marcia da Bordighera a Imperia per essere sicuro di essere in regola? Non sarebbe meglio unificare il limite a 70 all'ora (ad esclusiva eccezione del transito in centri urbani congestionati tipo Sanremo) tarando magari sì, a quel punto, gli autovelox al max a 75 all'ora?
Ci sono tantissimi tratti, fateci caso, lungo la via Aurelia dove il limite dei 50 all'ora è posto in tratti rettilinei solo perchè magari lungo quel tratto è posta qualche abitazione, poi magari ritrovi il limite dei 70 che ritorna a 50 dopo qualche centinaio di metri. Come si fa a viaggiare tranquilli sapendo che dietro l'angolo puoi trovare la pattuglia che ti sanziona perchè ti è sfuggito il cartello che ti riportava ai 50? Francamente mi pare una situazione paradossale e, lo ripeto, in alcuni casi spesso anche più pericolosa del pericolo che vorrebbe scongiurare".





