Un nostro lettore, Giuseppe Riello, ci ha scritto per rispondere alla mail del Sig. Libero da Peirogallo, in riguardo all’inceneritore di Montecarlo:
"L’inceneritore di Montecarlo è stato costruito nel 1898, quando ancora le diossine non erano state scoperte e delle nanoparticelle prodotte dalla combustione ad alta temperatura non se ne sapeva nulla. Non dimentichiamoci che la prima produzione di PVC negli Stati Uniti è datata 1928 e che in Italia la diffusione su larga scala della plastica è iniziata intorno a gli anni sessanta. Per quelli che sono i dati in mio possesso si tratta di un impianto destinato a smaltire una piccola quantità di rifiuti per una popolazione di 30.000 persone circa. Nel corso degli anni ha dovuto subire diversi adeguamenti che a quanto pare non sono riusciti ad evitare dei problemi di dispersioni di inquinanti. So che si sono formati negli anni dei comitati di cittadini preoccupati per la loro salute che hanno lottato per la chiusura dell’impianto come la: Coordination Associative Contre l’Incinérateur de MONACO. (Ensemble pour Cap-d’Ail, Association Beausoleil Démocratie, Collectif Citoyen de la Riviera Française). Il Principato di Monaco ha mostrato negli ultimi anni tramite la Fondation Prince Albert ii De Monaco, una forte vocazione ambientalista con numerosi progetti in ogni parte del mondo. Tutto fa pensare che l’inceneritore non sia una base per il loro futuro ma un qualcosa da consegnare al passato. Non dimentichiamoci i tristi insegnamenti della storia recente, fino a non molti anni fa l’amianto e i suoi manufatti erano considerati una grande conquista e della loro pericolosità non si parlava. Oggi la pensiamo diversamente e i tanti ammalati di mesotelioma pleurico ne sono una triste testimonianza".





