Politica - 30 settembre 2010, 19:29

Imperia: ex sede della Banca d'Italia chiusa dalla primavera del 2009, il grido di dolore di Benedetto Adolfo (Pdl)

Si spera di poter ottenere un indennizzo come il Comune di Savona, "ma nel frattempo -dice l'uomo politico portorino - il Palzanno non può rimanere chiuso mentre Porto Maurizio sta morendo"

Il consigliere Adolfo, sotto Il palazzo ex sede della Banca d'Italia a Porto Maurizio

Il consigliere Adolfo, sotto Il palazzo ex sede della Banca d'Italia a Porto Maurizio

La sede dismessa dell’ex Banca d’Italia nel cuore di via Cascione a Porto Maurizio vuota dalla primavera del 2009, cioè da quando è stato chiuso lo sportello cittadino, rischia di diventare l’ennesima cattedrale nel deserto. Il grido di dolore viene dal consigliere comunale Benedetto Adolfo (Pdl), ex assessore al commercio della giunta Sappa e portorino doc. Adolfo prende spunto dal recente accordo tra la Banca d’Italia e il Comune di Savona, in base al quale Palazzo Sisto (la sede del Comune savonese) in ragione di accordi risalenti al 1870 dall’abbandono degli uffici di piazza Mameli da parte della banca centrale tricolore, ha ottenuto un 'bonus' di 5 milioni e 400 mila euro. Afferma Adolfo:"La vicenda di Savona mi ha fatto nascere una riflessione. Se aspettiamo che la Banca d’Italia chiuda tutte le filiali che non ritiene più strategiche e le metta tutta insieme sul mercato creando una società immobiliare ad hoc come intende fare, c’è il rischio che l’edificio rimanga vuoto per 10-15 anni. Lo storico palazzo diventerebbe per Porto Maurizio la ferita che rappresenta l’ex Italcementi per Oneglia. Sarebbe veramente inaudito. Porto Maurizio muore e un edificio così bello, strategico e centrale rimane chiuso per volere della Banca d’Italia?".

Possibile anche a Imperia ripercorrere la strada compiuta dal Comune di Savona che ha permesso al sindaco Federico Berruti di passare all’incasso? Nel caso concreto l’accordo siglato dal primo cittadino savonese dell’epoca Luigi Corsi con i vertici di Banca d’Italia prevedeva, infatti, in caso di dismissione da parte dell’istituto bancario della sede del palazzo di piazza Mameli un indennizzo di Savona a fronte della rinuncia da parte del Comune all’esercizio del diritto di riscatto. Adolfo in merito lascia aperto qualche spiraglio alla speranza:"Stiamo facendo delle ricerche storiche in merito. Non è escluso che qualcosa ci sia, visto che probabilmente il terreno sul quale è sorto il fabbricato era comunale ceduto in mano pubblica dalla famiglia Fabre, ricchissimi notabili di un ramo ora estinto. Lo dico perché sia il teatro Cavour che il mercato coperto che sorgono proprio a fianco sono stati costruiti su terreni comunali che erano stati di proprietà dei Fabre. Anzi, l’assessore che fece costruire il Cavour fu proprio un Fabre e per erigere il teatro donò lui stesso il terreno all’amministrazione civica di Porto Maurizio. Di amministratori così, e non è l’unico esempio, purtroppo non ne esistono più".

Nell’attesa, però che lo studioso di Palazzo civico compia il suo lavoro da 'topo d’archivio' e sperando che la ricerca vada a buon fine, però, secondo Benedetto Adolfo, che ha rappresentato il problema al sindaco Paolo Strescino, è necessario fare di tutto per riaprire al più presto le porte dello storico palazzo. Prosegue Adolfo:"Nel frattempo si potrebbe chiedere alla Banca d’Italia di cedere al Comune la disponibilità dell’immobile dietro un canone figurativo. Essendo un edificio vincolato, sarebbe, infatti, una sede adatta per una scuola, penso per esempio all’istituto d’arte o per ospitare uffici ora sparsi in città. Oppure potrebbe costituire una base prestigiosa per l’Archivio di Stato che sta scoppiando". Sul punto il sindaco Paolo Strescino afferma:"Scriverò alla Banca d’Italia. Il palazzo deve diventare una opportunità per l’ulteriore rilancio di Porto Maurizio". Ma Benedetto Adolfo a proposito del rilancio di Porto ha più di qualche sassolino da togliersi dalle scarpe:"Da assessore ho lasciato il recupero dell’attuale mercato coperto progettato e finanziato, ma non si potrà procedere a  trasformare il mercato in un centro polivalente in grado di attirare i giovani finchè non sarà terminata la nuova sede del mercato prevista sotto il palazzo dell’ex Consorzio di piazza Ricci. Per quale motivo i lavori non sono ancora cominciati?"         

Diego David

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