Ha assunto i contorni di un vero e proprio caso politico e anche religioso la concomitanza tra “Mareterra di Liguria” la manifestazione di Slow Food e l’Expò della Alpi Marittime legata ai festeggiamenti per San Maurizio. Entrambe le kermesse si sono svolte nel fine settimana appena trascorso, la prima in calata Cuneo a Oneglia e la seconda a Porto Maurizio. A lamentarsi per questa ennesima puntata della eterna rivalità tra i due rioni cittadini, tra ‘Cacelotti e Ciantafurche’, sono soprattutto gli espositori che hanno partecipato all’Expo organizzata dal Comitato San Maurizio che hanno dovuto arrendersi all’inevitabile calo di visitatori e di giro di affari. Ma anche il mondo politico è in subbuglio. Si registrano, infatti, dure prese di posizione sia di Claudio Risso (Udc) che di Benedetto Adolfo (Pdl). Su posizioni critiche anche il parroco di San Maurizio don Ivo Raimondo che ha tuonato dalle colonne di ‘Ascoltami’ il bollettino parrocchiale contro quella che ha considerato una ‘mancanza di rispetto’ . Sullo sfondo anche il ‘giallo’ dello spostamento in avanti della manifestazione di Slow Food inizialmente in programma per il 27 e 28 agosto.
Nel centro del mirino delle polemiche c’è, dunque, la programmazione di Palazzo civico, settore manifestazioni e commercio. Tuona Claudio Risso:“Già avevano preso in giro la comunità religiosa imperiese facendo coincidere ‘Olioliva’ con i festeggiamenti per San Leonardo dicendoci che non si poteva fare altrimenti, ma non era vero. Ora quest’altra topica. Mi chiedo cosa pensano i nostri amministratori e i funzionari comunali quando programmano le manifestazioni”. Benedetto Adolfo, già assessore al commercio rincara la dose:“Non possono dire di non sapere quando cadono San Giovanni o San Maurizio e nemmeno negare che la città è divisa in due rioni. Insieme ad altri due consiglieri comunali portorini avevamo messo in guardia il sindaco su cosa sarebbe potuto succedere e che poi si è puntualmente verificato”. Più prudente la diretta interessata Luciangela Aimo presidente del Comitato San Maurizio e consigliere comunale Pdl:“Abbiamo avuto la partecipazione di importanti aziende e ne siamo compiaciuti. Dispiace che qualcuno da fuori possa impadronirsi del tessuto cittadino e dettare i tempi del calendario delle manifestazioni”.
Inferociti in particolare gli espositori dell’Expò portorina. Stefano Masotti di Castellaro è titolare di un banco di caramelle e dolciumi:“Il succo che ci è rimasto è un po’ pochino. Tra quanto abbiamo dovuto pagare per il plateatico, le spese e il resto, in tasca non mi è rimasto praticamente nulla. E’ stata una presa per i fondelli”. Giusy Ferrara dell’Agriturismo ‘Oddone’ di Bardineto vende carni:“Per noi Porto Maurizio è una piazza irrinunciabile, ma questa volta è stato un buco. Non so chi abbia sbagliato”. Chi ha potuto ha messo il proprio banco in entrambe le fiere. E’ il caso di Barbara Saltarini produttrice del formaggio di capra del Santuario di Rezzo:“Io ho lavorato sia da una parte che dall’altra, però non erano manifestazioni da far coincidere visto che poi per sei mesi la città non offre più nulla”. Deluso Paolo Barbero produttore e venditore di verdure biologiche di Poggi:“Per la verità mi aspettavo qualcosa di più. Non ho visto in giro nemmeno gente particolarmente interessata”. Polemiche si sono levate anche per quanto riguarda la partecipazione delle altre attività alla manifestazione. “Pochi bar sono rimasti aperti – dice una espositrice – e per esempio non c’era nemmeno la possibilità di fare una ricarica telefonica senza doversi allontanare troppo dal banco”. Il neo assessore al turismo e manifestazioni Luca Volpe allarga le braccia e si difende come può:“Francamente non so come possa essere successa una cosa del genere. La sovrapposizione io me la sono trovata e l’ho gestita come ho potuto. Spostare ‘Mareterra di Liguria equivaleva a perderla. Posso garantire che stiamo già lavorando affinchè in futuro non si verifichino più situazioni di questo genere”.












