Attualità - 14 settembre 2010, 18:37

Floricoltura e agricoltura: le preoccupazioni dell'Anga nell'intervento di Marco Damele

Floricoltura e agricoltura: le preoccupazioni dell'Anga nell'intervento di Marco Damele

La preoccupazione dell'Anga (Associazione Nazionale Giovani Agricoltori) di Imepria è esclusivamente rivolta al ruolo dell'agricoltura-floricoltura nella nostra regione. "Ruolo che con forza - scrive Marco Damele - noi tutti riteniamo debba essere di primo piano: perché ci crediamo ancora, perché è il nostro lavoro, perché il settore agricolo svolge un ruolo fondamentale nell'economia di tutta la Provincia, perché assorbe il 20 % della forza lavoro, perché il territorio è stato modellato dall'agricoltura. A volte scordiamo che l'agricoltura è il settore primario. A volte scordiamo che senza agricoltura in Provincia di Imperia e di conseguenza in tutta la regione  saremmo tutti un po' più poveri. E' vero, tanti terreni che ci ostiniamo a coltivare sarebbero ottimi per costruire qualche bella villetta, o meglio ancora, come purtroppo accade (La speculazione edilizia di Calvino sempre attuale) qualche bel palazzo! Ma noi non molliamo".

In tale prospettiva l'ANGA auspica che al di sopra di qualunque polemica sterile e inutile e basandosi sull’interrogazione del Consigliere Scajola all Assessore Barbagallo che si  possa per un rilancio del settore floricolo:
- studiare i problemi ambientali, economici e tecnici di interesse generale e particolare per i giovani che intendano occuparsi a qualsiasi titolo nel settore agricolo e floricolo in particolare;
- promuovere, organizzare e favorire ogni iniziativa concernente l'istruzione, l'aggiornamento e la formazione professionale ad ogni livello e grado, in Italia e all'Estero,  organizzando all’interno del comune  incontri tematici periodici , di specializzazione nel comparto agricolo (olivicolo-vitivinicolo-floricolo  ed orticolo);
- promuovere attività di formazione, ricerca e studi sulle problematiche economiche e tecniche di interesse generale agricolo, ambientale e di gestione del territorio, attività di didattica nelle scuole per un uso corretto e cosciente  della raccolta differenziata e potenziare  l’uso di energie rinnovabili per la produzione di energia (Fotovoltaico, micro-eolico);
- promuovere gli scambi di informazione e di esperienze a livello nazionale ed internazionale nei campi della floricoltura, della gestione del territorio, dell'ambiente e del patrimonio socio-culturale;
- disporre di uno staff tecnico agricolo : la floricoltura è di interesse Regionale, ma a Sanremo si trovano il Mercato dei Fiori, l'Istituto Regionale, lo Sperimentale (oggi CRA) ed infine alta densità di aziende di produzione, commercio e servizi;
- promuovere l'organizzazione di concorsi, mostre e fiere campionarie di interesse agricolo e floricolo.

"In particolare il ritorno a Sanremo del Festival dei fiori (perchè nella città di Sanremo, conosciuta in tutto il mondo come la 'Città dei Fiori' non siamo capaci (e ce ne assumiam anche le responsabilità) - prosegue Damele - di organizzare una manifestazione bella e riuscita in termini di pubblico e critica come un amostra del fiore? Perchè la fiera del tartufo come è giusto che si svolga ad Alba e non a Sanremo, perchè la Sagra del Dolcetto viene annualmente svolta a Dogliani e non a Sanremo, perchè la Sagra della castagna e del fungo si svolge a Cuneo e non a Sanremo. Ma... perchè  allorail Festival dei Fiori si e' svolto e si svolgerà anche il prossimo anno a Torino e non a Sanremo? Perché nel mondo tutti possono vantarsi della provenienza dei propri fiori (coltivati grazie ad un tozzo di pane dato agli operai, ma rispettando tutte le normative internazionali) e noi che ne avremmo ben diritto non lo possiamo fare? Perché al concerto di Vienna i fiori sono più belli perché di Sanremo? Perchè c'è un'idea associata al fiore! Non esistono poi solo la Città ed i centri storici ma anche il polmone verde che circonda l'area abitata; ci riferiamo ai boschi che, se correttamente coltivati potrebbero limitare lo sviluppo di incendi, incrementare il turismo, essere fonte di reddito legato allo sfruttamento della massa legnosa come fonte energetica rinnovabile. La nostra provincia  e i comuni limitrofi sono conosciuti come Città dei Fiori. Bisogna quindi che effettivamente le Città si presentino come tale: parchi, giardini, aiuole devono essere gestiti e curati al massimo livello. Chi visita la Riviera dei Fiori, ritornando a casa deve poter ritrovare le stesse sensazioni nei fiori che sono prodotti qui; e chi compra i fiori deve trovare un prodotto che gli dia voglia di visitare le nostra Terra. Realizzare, all'interno del comune di Sanremo (od in altra ubicazione), un’esposizione storica permanente dell'agricoltura ligure da Levante al Ponente. Sicuramente molti degli obiettivi espressi in queste poche righe appaiono irraggiungibili, ma porsi dei limiti prima ancora di partire è il modo per non partire mai. E chi non parte non va da nessuna parte!"

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