Attualità - 09 settembre 2010, 18:52

Imperia: domani alle 9 alla Rabina la comunità islamica celebra la fine del Ramadan

Il serone anche in italiano sarà tenuto da Roberto Hamza Piccardo. Sanremonews lo ha intervistato sul pastoe che vuole bruciare il Corano e sul caso Sakineh.

Alla Rabina domattina la comunità islamica celebra la fine del Ramadan

Alla Rabina domattina la comunità islamica celebra la fine del Ramadan

La Comunità islamica di Imperia si prepara alla fine del Ramadan, il mese sacro degli islamici dedicato al digiuno diurno. Per la verità, per questioni di calendario islamico, quella turca lo ha già festeggiato oggi, ma per tutti gli altri l’appuntamento è alla Rabina di Oneglia domani mattina alle 9 dove si svolgeranno la preghiera, il sermone (in italiano e in arabo) e poi, per finire, dolci e bibite per tutti e caramelle per i bambini. La parte del sermone nella nostra lingua sarà tenuta da uno dei leader della comunità imperiese, Roberto Hamza Piccardo. A Piccardo, già portavoce nazionale dell’Ucoii, Sanremonews ha chiesto un giudizio sul pastore americano che nella ricorrenza dell’11 settembre vuole dare fuoco al Corano e su Sakineh la giovane iraniana che rischia la lapidazione. Sul pastore che guida una piccola comunità battista statunitense Piccardo ha detto:“Il problema non è l’asino che raglia, ma è chi amplifica il verso facendolo diventare un caso internazionale mediatico. E’ un gesto assurdo, una inutile provocazione. Il Corano è la parola di Dio. E poi, siccome la madre degli imbecilli è sempre incinta, c’è da augurarsi che si pensi alla fine del Ramadan, alla festa e non a reazioni inconsulte”. Su Sakineh, la giovane iraniana condannata alla lapidazione Piccardo ha dichiarato:“Siamo contrari a questo tipo di applicazione della legge perché non ci sono le condizioni di una Magistratura così etica in grado di comminare pene così irreversibili che fanno tremare, a fronte, poi, di cosa è oggi il mondo. Per questo abbiamo chiesto una moratoria generale di tutte le pene corporali, consultandoci anche con saggi islamici. Chiediamo ai governi di tutto il mondo di non applicare pene corporali e nemmeno la pena di morte anche perché da quando è scoppiato questo caso almeno altre dieci condanne in tutto il mondo sono state eseguite. Si è trattato secondo me in definitiva di una grossa operazione di immagine in negativo nei confronti della repubblica iraniana”.        

Diego David

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