"Ho letto stamattina, con una certa perplessità, la lettera del lettore Gianni Calvi che mi accusa di essere suscettibile sulla questione dei presunti gatti trucidati a Triora di cui si parla da giorni. Chi mi conosce sa bene che in questi anni quando sono sorte questioni pubbliche relative a Triora non mi sono mai tirato indietro dalle discussioni, spesso andando controcorrente e senza temere di inimicarmi persone del paese e la stessa Amministrazione, quella stessa amministrazione che ora è sotto accusa. Evidentemente Calvi non ha saputo cogliere la bontà delle mie parole che invitavano a produrre prove certe sulla questione dopo che a seguito di mie personali ricerche condotte sulla questione, ascoltando persone di Triora, mi è stato confermato che quelle che sono state spacciate per sevizie sono semplicemente la conseguenza dell’abbandono di una colonia di gatti che nel tempo, una volta abbandonata a sé stessa, ha proliferato indisturbata andandosi a stanziare in una cantina del centro del paese in pessime condizioni sanitarie. Queste pessime condizioni hanno portato ad un’epidemia di gastrointerite che ne ha decimato molti felini. Non pretendo di avere in mano le denunce depositate ai carabinieri di Triora, ma perlomeno di circostanziare i fatti, di fare nomi e cognomi di chi ha sporto denuncia e di fornire dati certi perché ripeto, molte persone di Triora asseriscono che di gatti seviziati in paese non ce ne sono mai stati. L’episodio del cane avvelenato mi è stato riferito come conseguenza da parte di una pratica tremenda che è quella di gettare bocconi avvelenati in certe zone per allontanare le volpi. Da lì però a parlare di sevizie ai gatti e addirittura, come leggo in questi giorni, a evocare spettri di antiche credenze legate alle streghe e al fatto che gli abitanti di Triora si accaniscano sui gatti perché portano sfortuna o peggio incarnano il male mi sembra una boiata pazzesca. Ed a questa boiata la gente risponde con altrettanto fanatismo, gente che addirittura crede che Triora sia in provincia di Imola, tanto per dire con quanta faciloneria danno credito a tutto quello che passa in rete. Io, nel caso del nostro lettore mediterei sulle parole che lui stesso dice e che dovrebbero di conseguenza invitarlo non a tacere, quando ad approfondire come ho fatto io i fatti: non sono a conoscenza di quanto accade ai gatti dalle sue parti. Quindi la mia non è suscettibilità, ma semplicemente esperienza dettata da qualche anno di pratica giornalistica e di abitudine ad approfondire i fatti. Tutto qui".





